Campioni di longevità: il viaggio Olimpico di quattro leggende, da Torino 2006 a Beijing 2022

Come dimenticare le facce pulite e gioiose che hanno sfilato, con gli occhi pieni di stupore, durante la Cerimonia di Apertura di Torino 2006? C’è chi ha centrato subito il podio e chi ha scaldato i motori per una carriera incredibile. Brad Gushue, Arianna Fontana, Shaun White a Kamil Stoch: i “ragazzi di Torino” sono tornati? No, semplicemente non se ne sono mai andati, e il loro obiettivo si chiama Pechino 2022.

di Gisella Fava
Foto di 2006 Getty Images

Esserci ancora. Se la storia dello sport produce continuamente record, quello della longevità è sicuramente uno dei più agognati. Ne sanno qualcosa Noriaki Kasai, la leggenda giapponese con 8 partecipazioni ai Giochi Olimpici Invernali (da Albertville 1992 a PyeongChang 2018), o lo slittinista venezuelano Werner Hoeger: ultime Olimpiadi a 52 anni e 59 giorni, a Torino 2006 - l’atleta più anziano di quella edizione.

A pochi mesi dal gong dei Giochi Olimpici Invernali di Beijing 2022, al via il 4 febbraio, prepariamoci a rivedere le stelle che, quasi 16 anni fa, si affacciavano per la prima volta sulla scena Olimpica, nell'edizione piemontese.

Torino 2006 è stato anche: Shaun White e il suo debutto abbagliante, con la medaglia d’oro nell’halfpipe; Bred Gushue, rookie a 26 anni, che ha regalato al Canada il suo primo oro nel curling; Arianna Fontana e la vittoria di una medaglia alla sua prima partecipazione a cinque cerchi, a soli 15 anni. E infine, Kamil Stoch, che si fermò a un passo dal podio, non solo a Torino ma anche a Vancouver 2010, prima di diventare uno dei saltatori con gli sci più vincenti di sempre.

In questi 15 anni, i ragazzi di Torino hanno costruito la loro leggenda, stagione dopo stagione, in modi diversi, ma il loro cammino si prepara a un nuovo incrocio, con la stessa destinazione: Beijing 2022.

Bradley Gushue | Curling | Canada

Brad Gushue ha guidato il Team Canada al primo oro Olimpico nel curling maschile, in un epico match contro la Finlandia. Mentre il padre era con lui in Italia (indossando l’indimenticabile maglietta “Brad’s Dad” – Papà di Brad ), la madre era rimasta oltreoceano, in quanto sotto trattamento oncologico. Gushue commosse il mondo quando, appena dopo aver lanciato la stone della vittoria, telefonò a mamma Maureen, ancora sulla pista.

Dopo Torino 2006, lo skip canadese non ha ripetuto l’oro nelle competizioni nazionali e internazionali, e negli ultimi anni si è dedicato a una carriera professionale parallela a quella sportiva, ritornando sui libri e frequentando un MBA. Nonostante questi cambiamenti, Gushue non ha mai abbandonato il sogno di ritornare alle Olimpiadi, continuando a giocare a curling ad alti livelli, anche con una partner d’eccezione: Hayley, la figlia di 12 anni, sua compagna squadra nel doppio misto, ai campionati provinciali di Terranova e Labrador, nel 2020.

Il Team Gushue - che aveva vinto a sorpresa i trials Olimpici pre-2006 in Canada - lo scorso 30 novembre 2021 è riuscito a portare nuovamente a casa una vittoria contro il Team Jacobs (4-3), assicurandosi il fatidico ritorno ai Giochi.

Brad Gushue e Russ Howard
Foto di 2006 Getty Images

Arianna Fontana | Short track | Italia

Arianna Fontana ha iniziato la sua carriera Olimpica a Torino ed è stata in grado di andare a medaglia in tutti e quattro I Giochi Olimpici Invernali a cui ha partecipato da allora. La pattinatrice azzurra ha aperto le danze, nel 2006, con un bronzo nella staffetta femminile che l’ha resa, a 14 anni e 314 giorni, la più giovane medagliata italiana ai Giochi Invernali. Oggi, la sua carriera Olimpica conta 8 medaglie e due sfilate da portabandiera per l'Italia, nella Cerimonia di Chiusura di Sochi 2014 e di Apertura di PyeongChang 2018.

“Avevo ancora 15 anni, non ancora 16, quindi ero una ragazzina. Sinceramente ho realizzato dopo quello che era successo. Poi quando ero a Torino mi sono goduta proprio al massimo il villaggio Olimpico, ho cercato di parlare con altri atleti anche di altre nazioni anche se il mio inglese, allora, era inesistente! Però ero curiosa, avevo proprio voglia di godermi quel momento”, ricorda così, Fontana, la prima esperienza Olimpica.

La stagione appena conclusa di Coppa del Mondo è stata scoppiettante: titolo nei 500 metri, 7 podi (5 individuali e 2 di squadra) e qualifica Olimpica in tasca, per l'italiana dei record. Decisamente on fire per Beijing 2022.

Arianna Fontana celebra il bronzo a Torino 2006
Foto di 2006 Getty Images

Shaun White | Snowboard | USA

A riguardare oggi la sfilata torinese degli Usa, Shaun White è stato tra quelli che si sono fatti più trascinare da quell’atmosfera spettacolare. Arrivava a Torino a 20 anni - la convocazione Olimpica per Salt Lake 2002 mancata per un soffio –, con quell’iconico look che lo avrebbe consacrato come “The Flying Tomato”, il pomodoro volante.

White atterrava giovanissimo a Torino, ma con un curriculum da capogiro: 8 medaglie ai Winter X Games ( 6 ori e 2 argenti) e il record per essere stato il primo ad avere vinto una medaglia in entrambe le edizioni degli X Games. All'Olimpiade piemontese avrebbe fatto saltare il banco, stravincendo l’oro nell’halfpipe, bissato poi a Vancouver 2010. A Sochi 2014, il quarto posto, una battuta d’arresto con cui lo statunitense si sarebbe messo in discussione, rivoluzionando abitudini e allenamenti. Una mossa che lo ripagherà a PyeongChang 2018, quando conquisterà il suo terzo oro Olimpico, nonché la 100ª medaglia degli USA ai Giochi Invernali.

Nonostante l'impossibilità di competere in diverse gare nel 2021, a causa di un persistente infortunio al ginocchio, esserci a Pechino 2022 è il chiodo fisso di Shaun White: "Sono così orgoglioso di essere ancora in grado di competere ad alto livello e ho intenzione di dare tutto quello che ho per questi Giochi, come faccio ogni volta... e vediamo come va a finire".

Shaun White a Torino 2006
Foto di 2006 Getty Images

Kamil Stoch | Salto con gli sci | Polonia

La carriera di Stoch è stata un mix perfetto di perseveranza e regolarità.

Delle storie raccontate finora, il saltatore polacco è stato l’unico il cui debutto Olimpico si è concluso a mani vuote: a Torino, appena diciottenne, gareggiava nel trampolino normale, nel lungo e nella prova a squadre, arrivando rispettivamente 16º, 26º e 5º. Sarebbe ritornato sulle nevi Olimpiche a Vancouver 2010, ancora una volta senza podio in tutti e tre gli eventi, ma a Sochi 2014, Stoch si è ripreso tutto con gli interessi: oro in entrambi i trampolini e hat trick mancato per un pelo, con il quarto posto nella gara a squadre.

Kamil Stoch a Torino 2006
Foto di 2006 Getty Images

A PyeonchChang non ha mollato la presa: è salito finalmente sul podio con i suoi compagni di squadra, vincendo il bronzo - a lungo inseguito - e mettendosi al collo il terzo oro, nel large hill.

Cosa potremmo aspettarci, a Pechino 2022, da un uomo che ha collezionato più di 100 medaglie in Coppa del Mondo?

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