Primavera azzurra: le cicliste italiane che hanno incantato le Classiche del 2022

Il bilancio delle corse di un giorno del circuito UCI femminile di quest'anno ha parlato italiano in almeno quattro occasioni: Elisa Balsamo, Elisa Longo Borghini e Marta Cavalli  sono state le protagoniste di Classiche e Monumento, e non sono mancati ottimi piazzamenti e continuità quando non è arrivata la vittoria. Ma non mancano altri talenti le cui prestazioni stagionali confermano che il ciclismo femminile italiano è forte e in salute...

di Gisella Fava
Foto di Michael Steele

Marta Cavalli sul trono dell'Amstel Gold Race 2022: prima volta di sempre per una italiana

La prima italiana di sempre a tingere di azzurro la campagna olandese. Marta Cavalli (team FDJ-Nouvelle Aquitaine-Futuroscope) esattamente un mese fa, il 10 aprile, è entrata in volata nella storia del ciclismo tricolore, diventando la prima italiana a conquistare l'Amstel Gold Race. La cremonese, 24 anni, teneva le ruote del gruppo di testa e, in uscita dal terzo e ultimo passaggio sul Cauberg, mentre le favorite si guardavano a vista in attesa di sferrare l'attacco decisivo, si è resa protagonista di un allungo capolavoro a meno di 2 km dal traguardo.

Da quel momento la tenacia è stata più forte della gamba: tremolante ma decisa a far fruttare il tesoretto guadagnato sul Cauberg, Cavalli si è presa il traguardo e l'8va edizione dell'Amstel Ladies, regolando le incursioni di colleghe del calibro di Annemiek Van Vleuten.

Delle 8 edizioni fino a quel momento disputate della corsa regina dei Paesi Bassi, 5 erano state un affare delle atlete di casa, un dato che restituisce un valore ancora più grande all'impresa dell'azzurra.

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Marta Cavalli a fine di quella gara esprimerà molta consapevolezza di sè ma svelerà anche la grande carica che le trasmette l'atmosfera della gara: "Sapevo che questa vittoria non era lontana. Lo scorso anno avevo già fatto un grande salto di qualità, anche se non erano ancora arrivate vittorie di peso. Sul traguardo mi sono girata più volte per essere sicura che non ci fossero sorprese. Dentro e fuori di me si è scatenato un uragano. Vedere tante telecamere e tutto lo staff emozionato era una cosa che cercavo da tempo" (fonte: Federciclismo).

Freccia-Vallone e il bis della consacrazione

Flèche-Wallone, 10 giorni dopo l'Amstel ma stesso epilogo: stavolta l'attacco all'olandese Annemiek Van Vleuten si consuma con un sorpasso chirurgico dopo averle tenuto la ruota in un duello logorante sul sempre decisivo Mur de Huy. È ancora Cavalli ad averne di più e la mossa vincente a pochi metri dal traguardo dice molto di un'atleta che sa soffrire e che mantiene la lucidità viva nei momenti di grande tensione. Una doppietta impreziosita da ottimi risultati - tra cui la 5a piazza nella Parigi-Roubaix e la 6a nella Liegi di quest'anno - che hanno consacrato definitivamente la cremonese nell'élite del ciclismo mondiale, proprio nella stagione successiva alla sua prima partecipazione Olimpica - Tokyo 2020 - che l'ha vista posizionarsi nella top ten a cinque cerchi, con un ottavo posto.

La medaglia di bronzo di Tokyo 2020 è la regina del pavé 2022

Il testimone della vittoria di Sonny Colbrelli - vincitore dell'edizione 2021 e grande assente della prova maschile di quest'anno - è passato ad Elisa Longo Borghini, che nella seconda edizione in assoluto della versione femminile di questa monumento, è riuscita dunque nell'impresa di far risuonare ancora l'inno di Mameli al Velodrome André Pétrieux di Roubaix.

La ciclista del team Trek Segafredo (TFS), il 17 aprile scorso, ha confezionato la vittoria numero 30 in carriera, sferrando l'attacco quando mancavano all'incirca 30 km al traguardo, e a 11 km dal Velodromo blindava praticamente la gara con 30 secondi di vantaggio: le inseguitrici ci hanno provato, ma alla cieca perchè Longo Borghini semplicemente era già oltre il loro campo visivo. Gli ultimi 400 metri sono stati il meritato giro d'onore per l'azzurra, che è andata a prendersi il trono dell'Inferno del Nord, versione 2022, senza nemmeno voltarsi indietro: il suo sarà un arrivo in solitaria, candido come i colori di quella giornata storica che hanno preso il posto di fango, pioggia e melma, consueti e appariscenti compagni del pelotón de La Pascale.

Un risultato incredibilie se si pensa che Longo Borghini aveva rinunciato a molte competizioni immediatamente precedenti la Roubaix a causa di condizioni fisiche non ideali e terapia antibiotica alle spalle. Iconico il suo gesto nel tagliare il traguardo: si bussa il casco con la mano destra, perchè la tigna è più dura dei pavé de la reine des classiques.

Longo Borghini ha provato a insidiare anche la festa olandese della Liegi-Bastogne-Liegi di qualche giorno dopo, dove è sempre stata nel gruppo di testa, terminando 5a.

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Gent-Wevelgem e World Cup di Glasgow: per Balsamo scintille su strada e in pista

Elisa balsamo si è andata a prendere la campagna del Nord con la maglia iridata, da Campionessa del mondo di Leuven 2021. La ciclista del team Trek-Segafredo con la conquista della Gent-Wevelgem, classica del pavé delle Fiandre, ha infilato una tripletta di trofei in 8 giorni: il 20 marzo, l'Alfredo Binda; il 24 aveva dato la zampata nella Brugge-De Panne, dominando il podio su cui era salita anche un'altra italiana, Marta Bastianelli, in quell'occasione terza. E infine, il 27 marzo si è messa la corona della sua corsa preferita, la versione femminile della Wevelgem.

E se all'Amstel Gold Race, l'Olimpica cuneese è arrivata solo ottava, si è rifatta senza problemi nella prima tappa della Nations Cup di ciclismo su pista, in scena a Glasgow il fine settimana del 22-24 aprile scorso. Balsamo ha infatti conquistato un argento nella madison, in coppia con Vittoria Guazzini, mentre il giorno dopo è arrivato il bronzo a squadre nell'inseguimento, insieme a Martina Alzini, Vittoria Guazzini, Rachele Barbieri e Chiara Consonni.

Se questro trio delle meraviglie ha dato un'impronta profonda alle Classiche di primavera, non bisogna dimenticare la grande stagione che stanno affrontando anche altre azzurre nel massimo circuito. Basti pensare a Chiara Consonni, sorella d'arte, protagonista di uno sprint finale mozzafiato nell'Attraverso le Fiandre 2022; o ancora a Marta Bastianelli, campionessa d’Europa nel 2018 che, a 35 anni, ha messo in bacheca il Ceratizit Festival Elsy Jacobs 2022, mentre Vittoria Guazzini, ha conquistato (ultimo successo solo in ordine di tempo) la classifica generale del Bretagne Ladies Tour 2022.

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