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Marcell Jacobs, il campione Olimpico dei 100m di Tokyo 2020: 5 curiosità sul velocista che ha fatto impazzire l'Italia

Nato in Texas da madre italiana, Lamont Marcell Jacobs è succeduto a Usain Bolt sul trono dell’Uomo-Più-Veloce-del-Mondo. Andiamo a conoscere il nuovo sprinter, consacrato campione Olimpico a Tokyo 2020.

Marcell Jacobs (ITA) dopo l'oro nei 100m piani a Tokyo2020.
(Foto di 2021 Getty Images)

Quando si cercava di capire chi avrebbe potuto ereditare da Usain Bolt il titolo di campione Olimpico dei 100m, ben pochi avrebbero scommesso su Marcell Jacobs.

Eppure, l’atleta italiano ha sorpreso tutti, trionfando all’Olympic Stadium di Tokyo e stabilendo anche il nuovo record europeo con il tempo di 9.80.

Appena cinque minuti prima, Gianmarco Tamberi aveva vinto la medaglia d’oro ex aequo nel salto in alto insieme a Mutaz Essa Barshim, amico e atleta del Qatar.

Nella prova Regina dei Giochi Olimpici Estivi, Jacobs ha battuto le stelle della velocità favorite e interrotto il dominio degli atleti americani che durava da ben 25 anni.

Lamont Marcell Jacobs è il primo atleta europeo a vincere il titolo Olimpico dei 100m - l'ultima volta era stato il britannico Linford Christie, trionfatore a Barcellona 1992 - nonchè il primo Olimpionico italiano nelle prove di velocità dai tempi di Pietro Mennea, che a Mosca 1980 vinse i 200m.

Andiamo a scoprire 5 cose dell’atleta azzurro che da oggi porterà con orgoglio il titolo di 'Uomo più Veloce del Mondo'.

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Lamont Marcell Jacobs, nato negli Stati Uniti, italiano al 100%

Lamont Marcell Jacobs è nato il 26 settembre 1994 a El Paso, Texas, da madre italiana e padre statunitense.

"Ho incontrato il padre di Marcell a Vicenza, era un soldato americano. Avevo 16 annni e lui 18. Ci siamo sposati e trasferiti in Texas,” ha raccontato sua madre Viviana al Corriere Della Sera:

"Marcell è nato circa tre anni dopo. Appena 20 giorni più tardi, suo padre venne trasferito in Corea del Sud. Non era possibile seguirlo e decisi di rientrare in Italia. Marcell non aveva nemmeno un mese."

Jacobs ha parlato dei viaggi negli Stati Uniti per incontrare il padre, ma ha anche ammesso di non parlare bene l’inglese.

"Mi sento italiano in ogni cellula del mio corpo, faccio persino fatica a parlare inglese!"

Il piccolo Marcell ha provato molti sport prima di approdare all’atletica leggera.

"Provenendo da una famiglia di motociclisti, sono sempre stata contraria alle moto. Per il resto ha provato di tutto, dal nuoto alla pallacanestro: volevo che scoprisse cosa gli piaceva davvero. E poi dovevo essere sicura che si stancasse, perché non stava fermo nemmeno quando dormiva," ha dichiarato sua madre.

Jacobs ha poi ricordato al Corriere della Sera le parole del suo allenatore ai tempi della scuola: "Visto che a calcio non ero particolarmente abile tecnicamente ma molto veloce mi disse: 'Perché non provi un altro sport come l’atletica?'"

Jacobs, velocista e saltatore in lungo

Il giovane Jacobs ottenne i primi risultati a livello nazionale nel salto in lungo.

Ai Campionati italiani 2016 vinse il titolo con la distanza di 7.89 m, vantando un personal best di 7.95 m. Quello stesso arrivò a saltare 8.48 m, con +2.8m/s (oltre i parametri consentiti) di vento a favore.

Il primo titolo nazionale in pista è del 2018, quando vinse i 100m con un tempo molto vicino alla magica soglia dei 10 secondi.

Durante il lockdown del 2020, Jacobs si è allenato in una casa nei pressi del Lago di Garda dotata di una piccola arena per l’atletica, comprendente una pista di 90m track e due pedane per il salto in lungo.

Evidentemente quegli allenamenti hanno ripagato l'azzurro, se è vero che Jacobs ha subito iniziato benissimo la stagione 2021!

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Marcell Jacobs si presenta agli Europei Indoor 2021

Jacobs era tutt'altro che l'uomo da battere a inizio 2021, ma le cose sono cambiate molto in fretta.

Ai Campionati Europei Indoor di marzo di quest'anno, a Torun, Polonia, una prova di rara potenza gli è valsa l’oro nei 60m maschili col tempo di 6.47, miglior stagionale assoluto e nuovo record italiano.

Nel primo meeting outdoor della stagione a Savona, Jacobs ha poi stabilito il nuovo record italiano dei 100m con 9,95.

"Vado a Tokyo per vincere una medaglia. Bolt non ci sarà, Coleman nemmeno. Non c’è un vero favorito e sarà una battaglia. Non posso smettere di sognare proprio adesso," ha dichiarato dopo quel successo al Corriere della Sera.

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Marcell Jacobs Europei Indoor
Marcell Jacobs Europei Indoor (2021 Getty Images)

Che significato hanno i tatuaggi di Jacobs?

Con un’altezza di 1,88m e un peso di oltre 80kg, Jacobs è uno dei velocisti più massicci del circuito.

Ciò che inoltre colpisce di lui sono i numerosi tatuaggi, alcuni visibili sul petto e sulle braccia.

Essi rappresentano il suo lato "Americano" e uno di essi riporta la scritta "Famiglia. Dove nasce la vita e l'amore non ha mai fine".

Sul petto ha una rosa e la famosa frase di Charlie Chaplin "È veramente buono battersi con persuasione, abbracciare la vita e vivere con passione, perdere con classe e vincere osando, perché il mondo appartiene a chi osa!"

Jacobs si è anche tatuato i nomi dei suoi bambini e quello della sua compagna Meghan sul bicipite destro.

Sulla schiena una tigre rappresenta "forza, passione e bellezza", sul suo braccio una croce e la parola 'Believe', credici.

Appena sotto il collo si legge la scritta 'CrazyLongJumper', saltatore in lungo pazzo, che è anche il suo nickname sui social media.

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Carl Lewis e Andrew Howe, ecco chi ispira Marcell Jacobs

Per Jacobs il primo obiettivo del 2021 era quello di battere il record italiano, il secondo di realizzare il sogno di competere ai Giochi Olimpici.

"Sogno le Olimpiadi sin dal primo giorno che sono sceso in pista a nove anni. Sulla parete della mia cameretta avevo una pagina di giornale con la famosa pubblicità di Carl Lewis, nella quale indossava i tacchi a spillo ai blocchi di partenza,” ha dichiarato al Corriere Della Sera.

"Il mio idolo da bambino era però Andrew Howe, che come me è mezzo italiano e mezzo statunitense. In lui riuscivo a identificarmi."

Howe, nato a Los Angeles, vinse l’oro europeo di salto in lungo nel 2006 e l’argento mondiale l’anno successivo.

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