Nove mesi dopo quella spregiudicata e allo stesso tempo candida domanda - “Can we have two golds?” - proferita il primo agosto 2021 a Tokyo, Barshim e Tamberi ritornano a essere rivali nella stessa competizione, sfidandosi a suon di centimetri.
(2021 Getty Images)
"Possiamo avere due ori?".
Il primo agosto 2021 queste parole si sono trasformate nell'essenza dei valori Olimpici e con loro Gianmarco Tamberi e Mutaz Barshim sono diventati dei simboli che difficilmente gli appassionati di sport (e non solo) dimenticheranno. Con un gesto hanno dimostrato che a volte un oro Olimpico può avere un valore unico, pur non essendo esclusivo.
Mesi dopo quel finale inatteso, pattuito con uno sguardo fugace e sintonizzato, Barshim e Tamberi tornano a prendere la rincorsa nella stessa competizione per saltare più in alto dell'altro.
In questi ultimi nove mesi sono stati "solo" quello che hanno scelto di essere: gli amici di sempre, ma da domani, a Doha, torneranno quello che hanno scelto di diventare: i migliori saltatori del mondo.
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Eppure, l'amicizia tra i due sembra essere il filo conduttore anche della loro vita agonistica: dopo l'Olimpiade si daranno appuntamento a Doha (domani) e poi a Roma (il 9 giugno), dove ciascuno farà gli onori di casa per l'altro, e c'è da scommettere che stavolta avranno un pubblico calorosissimo in entrambe le tappe della Diamond League della serie. Appena cinque settimane dopo Roma ci sarà l'evento che per tutti e due vale una stagione, il Mondiale di Eugene, in Oregon (USA).
Finora, nel duello sportivo tra i due, ha la meglio Barshim per 10-4, ma se si considera l'ultimo incontro di Diamond League in cui hanno gareggiato entrambi, bisogna risalire a Roma 2021, e lì Tamberi ha preso il sopravvento, arrivando terzo, mentre Barshim si è fermato al quinto posto.
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L'amicizia tra Barshim e Tamberi è iniziata più di un decennio fa, quando si sono ritrovati ai Mondiali U20 del 2010 a Moncton, in Canada. Barshim avrebbe conquistato il titolo canadese ma da lì in poi si sarebbe messo al collo 5 medaglie senior iridate (di cui 3 ori) e tre medaglie Olimpiche. Gimbo si è intestato un titolo mondiale indoor e uno europeo, aggiornando l'argenteria solo qualche mese fa a Belgrado 2022, con il bronzo indoor iridato.
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Ma se è la gloria a rendere simile il percorso del qatariota e dell'italiano, anche i momenti meno facili della loro vita agonistica avvicinano i due atleti.
Il destino ha voluto che l'azzurro non partecipasse a Rio 2016 per un amarissimo infortunio durante la Monaco Diamond League, l**’ultima tappa prima di quei Giochi.**
Il giorno dopo Barshim avrebbe bussato alla porta del suo hotel: «Prima volevo solo che se ne andasse, ma lui insisteva e gridava: “Gimbo, Gimbo, per favore, voglio parlarti” Così ho ceduto e l’ho fatto entrare», si raccontava così lo stesso Tamberi a "Spikes" nel 2018. Ore di chiacchiere, lacrime e consigli: soprattutto quello di non avere troppa fretta di tornare a gareggiare.
"Penso che il 99% delle persone pensasse che fosse impossibile per me ottenere quella medaglia d'oro a Tokyo", racconta Gimbo a World Athletics:
“E ora, se vedessi quella storia dall'esterno, direi che sono d'accordo. Ma è una storia meravigliosa con un finale magico. Cerco sempre di dire che fino all'ultimo giorno hai una possibilità, un'opportunità, fino all'ultimo giorno non è finita".
Barshim, che a Rio sarebbe diventato vice campione Olimpico, qualche anno dopo avrebbe patito lo stesso infortunio di Gimbo, e la stessa voglia di rifarsi: "Quando mi sono infortunato ed ero sdraiato nel letto d'ospedale dopo l'intervento chirurgico, iniziai a pensare: 'Sarò mai in grado di fare di nuovo ciò che amo?'"
“Qualcosa è cambiato in me e inizi ad apprezzare di più le cose e ad approcciarti in modo diverso. In quel momento, questo è quello che mi è venuto in mente”.
Mutaz Barshim ha anche invitato l'azzurro al suo matrimonio con Alexandra Everett, nel 2018, e Gimbo farà altrettanto, quando il 1º settembre sposerà la fidanzata, Chiara Bontempi. Dopo la tappa di Zurigo, il 7 settembre, i neosposini dovrebbero partire per il viaggio di nozze, la meta ancora da definire, ma potrebbe essere la Polinesia francese.
Intanto, prima di settembre i due atleti avranno addentato la stagione outdoor:
"Abbiamo fatto la storia con il nostro oro Olimpico, ma ora il mio obiettivo è interamente quello di difendere il mio titolo mondiale a Eugene entro la fine dell'estate", afferma Barshim, sempre a World Athletics. “Il salto in alto maschile è attualmente di altissimo livello. Dobbiamo continuare a lavorare sodo se vogliamo spingere i confini del nostro sport”.
Sì, perchè già a Doha i due fratelli di Tokyo saranno in compagnia dei leader mondiali Sanghyeok Woo e Hamish Kerr; il coreano, quarto agli scorsi Giochi, ha superato i 2,34 m, aggiudicandosi il mondiale indoor di Belgrado lo scorso marzo, mentre il neozelandese Kerr ha condiviso il bronzo con Tamberi.
La compagnia del salto si allarga, in attesa che si scriva un altro capitolo di sport e amicizia...
(2010 Getty Images)