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Sport Olimpici: tutto sul curling con Anette Norberg

Fino a Beijing 2022, Olympics.com svela i segreti delle 15 discipline dei Giochi Invernali attraverso le parole di atleti che hanno scritto pagine indelebili nei loro sport. Ecco l'intervista a Anette Norberg, icona del curling.

6 min Di Sheila Vieira
Anette Norberg (SWE) con Cathrine Lindahl e Anna Le Moine nella finale di curling Svezia-Canada a Vancouver 2010. 
(Foto di 2010 Getty Images)

Dietro ogni sport alle Olimpiadi Invernali, c'è una leggenda che esemplifica tutto ciò che quella disciplina rappresenta. Nel curling, le scope che spazzolano il ghiaccio di solito attirano l'attenzione, ma la chiave del gioco è nella mente. Due volte campionessa Olimpica (Torino 2006 e Vancouver 2010) e tre volte Campionessa del mondo, la skip Anette Norberg (SWE) aveva le capacità di padroneggiare alla perfezione gli “scacchi sul ghiaccio”, come una laurea in matematica in uno sport dove angoli, velocità e curvatura sono tutto.

Norberg si è ritirata nel 2014, ha sconfitto il cancro al seno, ha partecipato a un reality show di danza e attualmente è un’analista di rischio assicurativo. Sta anche aiutando sua figlia, Therese Westman, a raccogliere la sua eredità nello sport. L’altro suo figlio Tobias, invece, ha preso una direzione completamente diversa come cantante d'opera, ma ai tempi era vicino alla madre anche sul ghiaccio. Prima di ogni partita, infatti, Norberg era solita ascoltare una sua registrazione mentre cantava una versione svedese di “Bridge Over Trouble Water”. Anche se il curling è un gioco di strategia, la Norberg è riuscita ad aggiungere l'emozione all'equazione, rendendola una delle più grandi skip della storia. Leggi l’intervista esclusiva di Anette Norberg su Olympics.com.

Olympics.com: come ti sei innamorata del curling, e cosa ti ha spinto a diventare un'atleta professionista?

Anette Norberg: Mia madre e mio padre ci giocavano, ed è così che ho iniziato. Ho anche fatto un po’ di atletica quand’ero più giovane, insieme a molti altri sport. Ma alla fine ho dovuto scegliere tra il calcio e il curling, e penso di aver capito che il mio potenziale nel curling era maggiore. E mi piaceva molto la combinazione di abilità strategiche e fisiche.

OC: sei ancora coinvolta nel curling dopo il tuo ritiro? Giochi ancora? E com'è cambiato il tuo calendario da quando eri attiva?

AN: penso che la grande differenza sia che ora non viaggio più così tanto. Era un po' come se ogni ora, ogni secondo o fine settimana facessi le valigie e andassi via. Quella era la parte che non mi piaceva. Ma amo ancora giocare a curling. Vado all'arena due o tre volte a settimana di solito. Mia figlia [Therese Westman] gioca e sta cercando di qualificarsi per i prossimi Giochi Olimpici dopo Pechino. Sto aiutando la sua squadra: lei gioca il doppio misto. Ho anche giocato alcuni tornei senior, almeno prima della situazione attuale [pandemia]. Ma ho intenzione di giocare quest'anno e ho giocato anche con mia figlia. Abbiamo vinto insieme la Super League in Svezia qualche anno fa. Quindi gioco ancora, ma non così tanto.

OC: c'è qualche atleta in particolare che ti ha ispirato o che consideri la leggenda del tuo sport?

AN: mi hanno fatto questa domanda molte volte. In realtà non ce l'ho. Sono stata più concentrata nel cercare di migliorare me stessa e la mia squadra e di arrivare dove volevamo. Quindi è più come essere stata ispirata da molte persone invece che da una sola.

OC: se dovessi spiegare il curling in poche parole, cosa diresti?

Scacchi sul ghiaccio con le squadre. Ma invece dei pezzi degli scacchi, hai persone vere!

Curling in 1 minuto

  • Le basi: due squadre di quattro giocatori (o una coppia nei doppi misti) fanno scivolare a turno le stone (le pietre di granito) sul ghiaccio con l'obiettivo di farle raggiungere la “casa”, un bersaglio alla fine del campo di gioco. Il modo per segnare è portare le pietre più vicine al centro della casa alla fine di un'end. La squadra con più punti dopo l'ottavo end vince. Oltre a lanciare le stone, le squadre possono anche spazzolare il ghiaccio per incidere sullo scivolamento delle pietre.
  • Storia Olimpica: il curling ha partecipato già ai primi Giochi Invernali di Chamonix 1924, ma è tornato come competizione Olimpica ufficiale solo a Nagano 1998.
  • Campioni Olimpici a squadre: tra gli uomini, il Canada è la nazione di maggior successo con 3 medaglie d'oro. Nella competizione femminile, la Svezia è 3 volte campione..
  • Atleti con più medaglie Olimpiche: 14 atleti hanno ottenuto due medaglie Olimpiche nel curling, ma solo sei hanno vinto 2 ori: John Morris (CAN), Anette Norberg (SWE), Kaitlyn Lawes (CAN), Eva Lund (SWE), Cathrine Lindahl (SWE) e Anna Le Moine (SWE).

OC: cosa ami di più del curling e qual è la parte più impegnativa?

AN: ciò che amo di più è che coinvolge una squadra speciale formata da 4 persone. C'è una parte strategica e una fisica. Quindi è come un puzzle dove tutto deve stare assieme senza sbavature: la sfida è far funzionare tutti quei pezzi nello stesso tempo. Le abilità mentali consistono nella capacità di concentrarsi a guardare avanti e non indietro. Devi sempre essere in grado di pensare alla prossima stone e restare concentrato per un sacco di tempo, questa è la cosa più difficile.

OC: quali sono le principali abilità per avere successo nel curling?

AN: dipende dal ruolo che hai. Per me, per esempio, essendo lo skip, la parte fisica riguarda la tonicità addominale e l'equilibrio. Gli spazzolatori invece devono essere molto forti nella parte superiore del corpo, braccia e spalle. Anch’io, ma non allo stesso modo. Ma una cosa comune per tutti è avere un addome molto forte.

OC: come si spiega il notevole impatto della Svezia nel curling?

AN: penso che molti anni fa abbiamo iniziato a guardare il curling non come un gioco ma come un vero sport. Oggi ci concentriamo molto sulla pratica sia fisica che mentale. Penso che molte squadre giochino ancora troppo e non si allenino quanto dovrebbero. Dal mio punto di vista la spiegazione è questa: abbiamo molte buone squadre nel Paese, quindi devi migliorare continuamente per essere al top. E questo aiuta anche lo sviluppo del movimento.

Kajsa Bergstroem, Anna Le Moine, Cathrine Lindahl, Eva Lund e Anette Norberg of Sweden dopo aver battuto il Canada in finale a Vancouver 2010.
Kajsa Bergstroem, Anna Le Moine, Cathrine Lindahl, Eva Lund e Anette Norberg of Sweden dopo aver battuto il Canada in finale a Vancouver 2010. (2010 Getty Images)

OC: quali sono i tre momenti memorabili della tua carriera?

AN: i miei tre momenti preferiti sono, naturalmente, le due medaglie d'oro Olimpiche, Torino 2006 e Vancouver 2010, così come la prima volta che abbiamo vinto il Campionato del mondo [2005]. Avevamo già vinto gli Europei, ma trionfare ai Mondiali contro il Canada è stato molto importante.

È stato un cambiamento di vita per me, vincere la medaglia d'oro Olimpica, quindi ha significato molto. E naturalmente, il mio momento top in assoluto è quando ho visto l'ultima stone a Torino colpire le due [stone] avversarie e lì abbiamo capito che avevamo davvero vinto.

OC: cosa possiamo aspettarci dal curling a Beijing 2022? Hai guardato gli ultimi Campionati del mondo?

AN: sì, certo. Penso che la Svezia abbia due o tre squadre molto forti, quindi non sarei sorpresa di vederle conquistare tre medaglie d'oro.

OC: quale delle tre pensi abbia la chance maggiore?

AN: difficile da dire. Penso che siano abbastanza uguali, in realtà. Se devo scegliere qualcuno, però, penso che sceglierò la squadra di doppio misto.

OC: c'è un giovane atleta nel curling che pensi che la gente dovrebbe tenere d'occhio?

AN: devo dire mia figlia e il suo partner [Robin Ahlberg], naturalmente!

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