Uno sguardo al passato: Toni Sailer, la stella alpina più luminosa dell'Austria 

A soli 21 anni, il tirolese Toni Sailer seppe vincere tutte e tre le gare di sci alpino ai Giochi Olimpici Invernali di Cortina 1956. Nell'anniversario del suo compleanno, Olympics.com rivive la sua breve ma incredibile carriera, dal cinema alla saga di James Bond!

di Michele Weiss

Se il suo nome echeggia ancora così spesso tra i monti della natia Austria, non è solo perché oggi ricorre l’anniversario della nascita (17 novembre 1935) ma perché Toni Sailer ha stabilito per primo un record imbattibile, anche alla luce dei cambiamenti subiti dalla disciplina negli anni: vincere tutti gli ori nello sci alpino in un’unica edizione dei Giochi Olimpici Invernali, a Cortina 1956. Impresa realizzata, dopo di lui, solo da Jean-Claude Killy, altro super-eroe del Circo Bianco d’antan, 12 anni dopo, a Grenoble 1968.

Ma la sua fama universale è dovuta anche a una celebre pellicola cinematografica, in cui lo strabiliante sciatore fece da controfigura al mitico James Bond, scendendo a perdifiato dai ripidissimi pendii del Piz Gloria nel film “007 - Al servizio di sua Maestà”.

Rivedendolo, fa ancora impressione la tecnica sublime con cui supera tutte le difficoltà tra salti mortali e cumuli di neve fresca pericolosi.

Anton SAILER
Foto di German photo by Kolibri-Verlag G.m.b.H., Minden/Westf., no. 290. Photo: Bavaria-Filmverl. Still from Der Schwarze Blitz/The Black Blitz (1958).

Il "Lampo di Kitz", un soprannome azzeccato

Soprannominato il “Lampo di Kitzbuhel” (in tedesco, il gioco di parole è tremendamente efficace: “Blitz from Kitz”), il tirolese Sailer è stato uno sciatore precocissimo che seppe varcare i limiti dello sci nella sua epoca. Dopo il folgorante esordio alle Olimpiadi, la sua carriera è stata come una cometa, visto che dopo un paio di altre brillanti stagioni, il nativo di Kitzbuhel ha appeso sci e scarponi al chiodo.

Una tragedia sportiva per l’Austria che perse in fretta la sua “stella alpina” più lucente, ma poco male per lui, che seppe subito reinventarsi una carriera nel nascente mondo dello showbiz, diventando un cantante e attore molto noto in patria. Il culmine, appunto, nella partecipazione alla saga di Bond: quella discesa dal Più Gloria come controfigura dell’agente segreto britannico è ancora qualcosa di epico tra gli addetti ai lavori. Ironia della sorte, mai soprannome fu più calzante per Sailer: la carriera dello strepitoso Toni durò veramente il tempo di un lampo. Ma che bagliore accecante!

Lo sciatore perfetto

Basta leggere il rapporto ufficiale dei Giochi di Cortina 1956 per capire che uno sciatore tanto perfetto non sarebbe mai più capitato nella storia dello sport. Oltretutto tenendo conto che Sailer si presentò alle Olimpiadi italiane a soli 21 anni, poco più di un ragazzo.

«Questi Giochi di Cortina resteranno contrassegnati dal triplice colpo da lui realizzato. È un fatto senza precedenti, che può spiegarsi solo con la coincidenza perfetta, calcolata (e quanto rara!) di una condizione fisica impeccabile, di una tecnica perfettamente a punto e di un’intelligenza superiore».

Giochi planetari, eroe globale

Cortina 1956 furono Giochi epocali in ogni senso. La settima Olimpiade Invernale, la prima mai organizzata in Italia, arrivava col Paese in pieno boom economico e con le tv che trasmettevano l’evento sportivo, per la prima volta in assoluto, in mondovisione. Quindi si può dire che la straordinaria impresa del Lampo di Kitz fu anche la prima a essere gustata da milioni di spettatori collegati da ogni angolo del globo.

Sailer era già “di casa” a Cortina, visto che a 19 anni sulla pista Ilio Colli qui aveva vinto la sua prima gara internazionale, una discesa libera, dando un assaggio del suo immenso talento. E proprio la discesa fu il primo evento in programma a Cortina 1956: l’arrembante Toni vinse con 3,5 secondi di vantaggio sullo svizzero Raymond, in una gara rocambolesca falcidiata dalle cadute.

Bocche spalancate per la seconda impresa, lo slalom gigante, che Sailer vinse con l’impressionante distacco di oltre 6 secondi sul connazionale Molterer. Ancora più epico lo slalom, che Sailer vinse sul giapponese Chiharu dopo essersi presentato in ritardo al cancelletto di partenza (la leggenda narra che non si fosse svegliato in tempo!). Il giovanotto aveva fatto saltare il banco e lo sci aveva trovato un eroe epocale!

Sunset boulevard

Il mondo non aveva mai assistito a un fenomeno simile. A Cortina ’56 Sailer era riuscito a vincere anche la combinata (all’epoca non inserita nel programma Olimpico, mentre tutti gli altri eventi valevano doppio, sia per le Olimpiadi che per i Mondiali). Nei due anni seguenti, Sailer, impose la sua legge, dominando i primi Mondiali disputati in edizione autonoma a Bad Gstein: tre ori e un argento. Ma, appunto, la sua stella stava per spegnersi. Toni era ambizioso e il “piccolo” mondo dello sci di quegli anni, non poteva contenere il suo impeto.

Dopo aver cominciato a cantare e recitare in film “montanari” in cui spesso sfoggiava il suo talento sciistico, Sailer si ritirò dall’attività agonistica, e iniziò una più redditizia carriera nello spettacolo. Continuò a bazzicare il Circo Bianco per anni, e fu anche direttore tecnico della squadra austriaca riuscendo a lanciare il nuovo fenomeno nazionale dello sci – Franz Klammer –, e poi direttore della mitica Hannenkham Race, la gara più prestigiosa della Coppa del Mondo di sci a Kitzbuhel.

Ai suoi funerali, nel 2009, tenutisi ai piedi della mitica pista dell’Hahnenkamm, c’era tutta l’Austria dello sport a piangere la cometa più luminosa del suo firmamento sportivo invernale.

Hermann Maier ai funerali di Toni Sailer a Kitzbuhel.
Foto di 2009 Getty Images

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