Un mese a Beijing 2022: che significato hanno i Giochi per gli Olimpionici?

Al mondo manca solo un mese per vedere gli atleti di tutto il mondo arrivare a Pechino per il più grande momento della loro vita: i Giochi Olimpici Invernali. Oggi mancano 30 giorni all'accensione della fiamma Olimpica, che simboleggia l'inizio di qualcosa di straordinario. È stato un viaggio lungo e impegnativo per gli atleti che si sono allenati e gareggiato attraverso la pandemia. A Beijing 2022, saranno #StrongerTogether nel segno del vero spirito Olimpico.

di Chiaki Nishimura e Marina Dmukhovskaya

Con le tanto attese Olimpiadi di Beijing 2022 dietro l'angolo, è il momento di riflettere su ciò che i Giochi Olimpici significano per gli atleti di tutto il mondo. Olympics.com ha cercato di capire da atleti di diverse discipline perché le Olimpiadi occupano un posto speciale nei loro cuori.

Mikaela Shiffrin (USA), sci alpino

Mikaela Shiffrin è diventata la più giovane campionessa Olimpica di slalom dopo la vittoria a Sochi 2014 a soli 18 anni. Da allora, ha gareggiato anche a PyeongChang 2018 dove ha messo in saccoccia altre due medaglie.

La campionessa americana, pur riconoscendo l'importanza di vincere, sa bene che gli atleti a volte hanno avuto brutte esperienze ai Giochi. Per questo vede le Olimpiadi soprattutto come un'opportunità per unire il mondo attraverso lo sport.

“In realtà non è a questo che servono le Olimpiadi, anche se è una competizione e si parla di medaglie. C'è un aspetto completamente diverso che a mio parere è molto più importante. È come sia un evento che effettivamente riunisce il mondo e dà vita a una sorta di amicizia universale attraverso lo sport... è una cosa molto potente”.

- Mikaela Shiffrin a Olympics.com

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Mikaela Shiffrin
Foto di 2021 Getty Images

CHA Jun-Hwan (Corea del Sud), pattinaggio di figura

Gli atleti non competono solo per se stessi, ma anche con la speranza di ispirare la prossima generazione nei loro paesi d'origine. CHA Jun-Hwan è solo il secondo pattinatore d figura della Repubblica di Corea, dopo KIM Yuna, a salire sul podio di un Grand Prix. CHA, allenato da Brian Orser, cercherà di arricchire il medagliere nazionale dopo aver vinto un bronzo al Grand Prix Series 2021, NHK Trophy.

“Avendo gareggiato ai Giochi Olimpici Invernali [nel 2018], capisco quanto sia preziosa l'esperienza Olimpica. Spero davvero che altri pattinatori coreani possano fare queste esperienze alle Olimpiadi come ho fatto io, quindi ho fatto del mio meglio per assicurarmi più posti nel singolo maschile.”

- CHA Jun-Hwan a un giornale coreano, dopo aver ottenuto per la prima volta due posti-quota nel singolare maschile finendo 10° ai campionati del mondo 2021.

Lucas Braathen (Norvegia), sci alpino

Gli Olimpionici hanno ambizioni diverse e dichiarano i loro obiettivi in modi differenti. Alcuni li tengono per sé mentre altri li "urlano" al mondo. Lucas Braathen non ama nascondere i suoi obiettivi, e punta senza mezzi termini a un posto sul podio.

Il 21enne norvegese ha vinto la sua prima gara di Coppa del Mondo a Soelden, l'evento di apertura della stagione 2020/21, ma ha subito un grave infortunio al ginocchio nel corso della stagione. Superando le difficoltà, ha completamente recuperato dall'infortunio e ora aspira a una medaglia Olimpica.

"Non si gareggia alle Olimpiadi per puntare alla top 10 e nemmeno alla top 5. O è podio o non vale niente. Quindi è ciò a cui sto puntando."

-Lucas Braathen a Olympics.com

Lucas Braathen è diventato il primo sciatore uomo nato nel nuovo millennio a vincere una gara di Coppa del Mondo.
Foto di 2020 Getty Images

Shaun White (USA), snowboard

Per il tre volte campione Olimpico Shaun White, Pechino 2022 potrebbe essere la sua quinta Olimpiade! La leggenda statunitense dell'halfpipe ha preso in considerazione un passaggio allo skateboard per Tokyo 2020, ma poi ha deciso di limitarsi agli sport invernali. Se si qualifica, il 35enne Shaun White sarà il più anziano concorrente a rappresentare gli Stati Uniti nell'halfpipe alle Olimpiadi.

"È così eccitante, non posso credere di riprovarci proprio ora. Saranno i miei ultimi Giochi? Ogni volta mi ripeto che è così, ma nonostante il tempo passi mi sento bene, motivato ed eccitato e poi boom... eccomi ai prossimi Giochi!"

-Shaun White in una puntata del Podcast dell'Olympic Channel

Maya Khromykh (ROC), pattinaggio di figura

La competizione per i posti nella squadra femminile di pattinaggio di figura del ROC per Beijing 2022 è molto accesa. La medaglia d'argento del Gran Premio d'Italia Maya Khromykh non è arrivata tra le prime tre ai Nazionali Russi di San Pietroburgo il mese scorso con Kamila Valieva, Alexandra Trusova e Anna Shcherbakova a dominare la competizione. La Federazione Russa di Pattinaggio aspetterà fino a dopo i Campionati Europei del prossimo mese per decidere su chi farà parte della squadra Olimpica.

"Non è un mistero, ho il sogno di arrivare a Pechino. Del resto qualsiasi atleta lo sogna, è il più alto riconoscimento nello sport, come puoi NON sognarlo? Naturalmente, c'è questa ambizione [potrei andare alle Olimpiadi], ma quando inizio a pensarci... Comincio a perdere la testa, perché sarebbe troppo bello!"

-Maya Khromykh a Olympics.com

Maiia Khromykh in azione nella Rostelecom Cup 2021 a Sochi, Russia.
Foto di 2021 Olympic Channel

KODAIRA Nao (Giappone), pattinaggio di velocità

La pattinatrice di velocità giapponese KODAIRA Nao e la sua omologa non più in attività LEE Sang-hwa, due volte medaglia d'oro Olimpica della Repubblica di Corea, hanno una tenera amicizia. A PyeongChang 2018, KODAIRA ha confortato LEE mettendole il braccio intorno alla spalla dopo averla costretta al secondo posto nei 500m, sul ghiaccio di casa.

"Credo che lo sport sia una forma di comunicazione che non richiede parole. Il modo in cui gli atleti competono e si migliorano a vicenda, al di là delle nazionalità, ispira molte persone. Siamo in competizione tra di noi, ma è essenziale conoscere la cultura e la lingua dell'altro. Questo rende lo sport ancora più piacevole".

-KODAIRA Nao alla conferenza stampa post-medaglia a PyeongChang 2018

Nao Kodaira (JPN) e Sang-Hwa Lee (KOR), nella finale dei 500m donne a PyeongChang 2018.
Foto di 2018 Getty Images

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