Sofia Raffaeli: i passi da gigante della "Formica Atomica" nel mondo della ginnastica ritmica

Nel 2021 ha debuttato nel circuito senior lasciando subito il segno. A distanza di un anno, la 18enne marchigiana continua la sua cavalcata sulla scena della ginnastica internazionale e possiamo scommettere che sarà tra le atlete da tenere d'occhio ai prossimi Mondiali di Sofia, in Bulgaria.

di Gisella Fava
Foto di 2021 Getty Images

La ginnastica ritmica italiana ha una nuova stella in pedana.

Dopo aver fatto breccia nella scena internazionale nel 2019, conquistando tre argenti ai Mondiali Junior di Mosca, Sofia Raffaeli ha dato sfoggio di un'impressionante continuità sia durante la scorsa stagione che nella Coppa del mondo di quest'anno, dimostrando di avere tutte le carte in regola per ritagliarsi un ruolo da protagonista nell'élite della ritmica.

Raffaeli ha parlato con Olympics.com in esclusiva, raccontando i suoi inizi, i modelli di riferimento e di cosa significa per lei essere a sua volta un esempio per le ragazze di ogni parte del mondo.

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Le regole di Atom-Sofia: lavora sodo e divertiti

Raffaeli comincia con la ginnastica sin da piccolissima, ma il suo primo incontro è con l’artistica. A 7 anni la svolta: assiste a una gara con la mamma e si innamora perdutamente della ritmica. Da quel momento non ha più lasciato la palestra della Società Ginnastica Fabriano, centro d’eccellenza e fucina di talenti della ritmica italiana, crocevia di atlete e maestrie di prim’ordine: l'individualista Milena Baldassarri, Martina Centofanti - parte della squadra de Le Farfalle - solo per citare i casi recenti.

Non è spensierata Sofia Raffaeli, ma le hanno insegnato che un’ottima performance passa anzitutto dall’andare in pedana e divertirsi. Julieta Cantaluppi, la sua allenatrice, glielo ripete come un mantra e la ginnasta lo ha fatto suo: “Se ti diverti puoi ottenere qualsiasi cosa”. Del resto, Cantaluppi è uno degli idoli della 18enne marchigiana, e le loro strade si sono incontrate proprio nel passaggio da ginnasta a coach della 7 volte campionessa italiana, mentre una bimba di Chiaravalle di 7 anni muoveva i primi passi nella ritmica. In quel di Fabriano divenne subito la “Formica Atomica”, per il suo essere uno scricciolo di statura ma esplosiva come un vulcano.

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Non si dà arie Sofia Raffaeli e prima di tutto si definisce “lavoratrice, umile e gentile”, nonostante abbia un maneggio degli attrezzi elegantissimo, un’espressività fuori dall'ordinario e una serie di riconoscimenti che la fanno avvicinare sempre di più alle grandi di oggi.

Soprattutto, è determinata e ambiziosa Raffaeli. Ha visto Tokyo 2020 in TV, dall’Italia, ma il suo palmarès è da due anni che cresce inarrestabile, nonostante i momenti cruciali: nel 2019 le citate medaglie ai Mondiali juniores; nel 2020 ha gestito con grande maturità l'approdo al mondo senior in un anno complicatissimo, senza la gioia e il riscontro delle gare. Praticamente l’esordio tra le grandi lo ha fatto nel 2021, contestualmente all’importante traguardo del passaggio alle Fiamme Oro, il gruppo sportivo della Polizia di Stato. Sempre l'anno scorso sono arrivate le medaglie dalle Coppe del mondo di Sofia, Tashkent e Pesaro, e dal Mondiale di Kitakyushu – oltre che l'inserimento di un elemento corporeo che porta il suo nome nel codice dei punteggi.

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Sofia Raffaeli
Foto di Azzurra Ottaviani

Il 2022 ha visto alzarsi ancora l'asticella, con le medaglie d'oro di Atene e Baku, sempre in Coppa del mondo, con cui Raffaeli è diventata la prima italiana a vincere un oro nell’all around del massimo circuito.

E se vi steste chiedendo cosa ha fatto Sofia Raffaeli nell'ultimo mese, troverete cinque ori al IV Gdynia Rhythmic Stars, un torneo internazionale in Polonia, e l’en plein di medaglie d’oro (in tutte e 5 le specialità) ai Nazionali assoluti di Folgaria, della settimana scorsa.

Non nega l’entusiasmo, la ginnasta: “Sono soddisfatta in particolare del nastro, perché pur essendo un esercizio nuovo sono riuscita ad eseguirlo abbastanza bene, mettendoci qualcosa in più, cercando di essere più espressiva e aggiungendo qualche difficoltà di attrezzo. Questa gara mi ha dato tanta carica e una bella spinta in vista degli Europei di Tel Aviv”.

Sofia Raffaeli
Foto di 2021 Getty Images

"Quando ho capito che era la mia vita"

“La ginnastica ritmica è tutta la mia vita. Mi piace molto perché non solo c'è il maneggio degli attrezzi o le difficoltà di corpo, ma oltre a questo bisogna interpretare una storia attraverso la musica, ed è ciò che mi ha fatto innamorare, in primis, di questo sport”.

Otto ore al giorno in palestra praticamente da quando ha memoria, eppure Raffaeli se volge lo sguardo verso il cammino compiuto non ha dubbi: “Ci sono stati momenti molto importanti della mia vita che mi hanno spinto a pensare che la ritmica era quello che dovevo fare a prescindere; mettendo da parte scuola, amici, tutto. E per me non è mai stato un sacrificio, perché con la passione non c’è sacrificio.”

Essere individualista, invece, è una cosa che ha a che fare più con l’istinto: "Penso di averlo nel sangue, non è una cosa che scegli tu. Sei consapevole del fatto che sei migliore in una cosa piuttosto che in un'altra, e io ho sempre preferito fare individuale. Mi piace molto il lavoro di squadra, le gare in team, mi diverto, però l’individuale è più il mio mondo."

Un mondo di cui Sofia si è presa cura e ha coltivato meticolosamente, e la conferma che lo volesse al centro della sua stessa vita è arrivata con i Mondiali junior del 2019: “La fine del percorso da junior, e l'inizio della mia crescita. Ovviamente c'è sempre da migliorarsi per crescere ancora, però lì ho fatto alcuni passi decisivi per raggiungere certi obiettivi."

Poi c’è stata la grande emozione della Coppa del mondo di Pesaro 2021: “Fino a quel momento non avevo mai fatto Pesaro come ginnasta senior vera e propria… è stato bellissimo e ritornarci è sempre speciale.”

Il circolo dell'ispirazione

“Essere un esempio per gli altri è molto bello perché che tutti cercano di prendere qualcosa da te. E io fino a pochi anni fa ero dalla loro parte, ero io che cercavo di prendere qualcosina da ogni ginnasta di alto livello. Le seguivo tutte e speravo un giorno di diventare come loro, come fanno le ginnaste che mi seguono.”

Oggi l’account Instagram di Sofia ha migliaia di followers e ci sono fanpage a suo nome sparse per tutti i social. “Vorrei dire loro che con la passione si riesce a far tutto. L'importante è che uno si diverta e che lavori in modo sereno.”

E a proposito di cambi di ruolo, Raffaeli è stata testimone diretta dell’evoluzione di uno dei suoi idoli: "Da piccola, appena iniziato, mi ha ispirato molto la mia allenatrice [Julieta Cantaluppi]: è sette volte campionessa italiana, nell'esercizio era molto decisa, aveva un bellissimo maneggio, e anche con le difficoltà era molto brava. Quando ho iniziato io, nel 2011, per lei era l’ultimo anno in cui gareggiava. Allora si allenava per le Olimpiadi di Londra 2012 e mi piaceva molto vederla in palestra. L'anno dopo ha smesso e ho iniziato subito ad allenarmi con lei. Quindi, da ginnasta allenatrice è stato un attimo”.

Gli idoli di Sofia

Crescendo, la Formica Atomica ha ampliato i suoi modelli di riferimento: “Mi è sempre piaciuta molto Jana Kudrjavceva, che è arrivata seconda a Rio 2016, per l'eleganza, la pulizia, i movimenti molto fluidi. Mentre nell'ultimo quadriennio, quella che mi è piaciuta di più, perché è cresciuta sempre di più fino alla fine, è stata Linoy Ashram, che ha vinto le ultime Olimpiadi. È una di quelle ginnaste che ha sempre lavorato molto, a testa bassa, e l'ho sempre ammirata, anche perché ha un maneggio strepitoso, e adesso è lei il mio idolo principale. Mi sono sempre piaciute "le Averine" [le gemelle Arina e Dina Averina] che hanno anche loro un bellissimo maneggio e una velocità che non ha nessuno altro."

Rispetto e amicizia sono molto importanti per l’azzurra: Con le mie compagne di palestra abbiamo un bel rapporto, siamo molto unite e cerchiamo sempre di aiutarci a vicenda, soprattutto con Milena Baldassarri, con cui sono cresciuta. Siamo arrivate insieme a Fabriano e mi ha sempre aiutato, sin da piccolina, a superare le difficoltà, nelle gare ma anche in palestra. Tra tutte le compagne è una di quelle che mi supporta ogni giorno”.

Profilo basso ma il cielo come unico limite della ginnasta italiana: “Il primo obiettivo è migliorarsi, cercare di finire l'anno al meglio, riuscendo ad eseguire nel migliore dei modi tutti i miei attrezzi. Quest’anno ci saranno gli Europei e i Mondiali, io cercherò di dare il massimo, poi si vedrà quello che succede. E più in là… il mio sogno sin da quando sono piccola è partecipare alle Olimpiadi, quindi essere a Parigi 2024. Da qui a qualche anno spero di aver fatto molti passi avanti, perché più si cresce e più si riesce ad arrivare in alto."

Un passo alla volta, a ritmo di gigante.

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