Sighel e Beijing 2022: i primi Giochi Invernali del genietto azzurro dello short track

Pietro Sighel ha concluso in bellezza la stagione individuale di Coppa del Mondo di short track '21-22, con una zampata in extremis nell’ultimo evento valido per le qualificazioni Olimpiche di Beijing 2022. Nella tappa di Dordrecht ha vinto il bronzo nei 1.000m, il modo migliore per spianare il cammino verso le prime Olimpiadi della sua carriera.

di Gisella Fava
Foto di 2021 Getty Images

Se la passione si tramanda di padre in figlio, nel caso della famiglia Sighel non solo non ha saltato nemmeno una generazione, ma ha declinato il pattinaggio su ghiaccio in diverse specialità.

Il capostipite è Mario, nonno di Pietro e Arianna, membro del Circolo Pattinatori di Piné, che tra gli anni 50 e 60 fu tra i propulsori del movimento del pattinaggio di velocità nazionale e campione italiano nei 3.000m.

Il lago di Piné, ghiacciato in inverno, è stata la palestra di un’intera famiglia. Suo figlio Roberto sarebbe stato un precocissimo pattinatore artistico, per poi passare alla velocità, disciplina con cui sarebbe diventato il campione più titolato di sempre del trofeo nazionale: nel 1986, a 19 anni, arriverà il primo di 16 trionfi italiani complessivi. Sarebbe rimasto sulla vetta nazionale quasi ininterrottamente (eccetto un argento, nel 1996) fino al 2002 e a sigillare il curriculum di ferro ci hanno pensato 5 partecipazioni ai Giochi Olimpici, da Calgary 1988 a Salt Lake City 2002.

La grande passione dei Sighel viene trasmessa tanto ad Arianna, nata nel 1996, che al figlio minore Pietro, classe 1999, che però alla pista lunga preferiranno l’esplosività dello short track.

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Pietro Sighel: dalla tradizione di famiglia alla passione per lo short track

Tuttavia quando Pietro è nel pieno della crescita agonistica, arriva la prima tegola e a 18 anni subisce un brutto infortunio: durante una gara, nel 2017, una frattura scomposta di tibia e perone lo costringe a fermarsi per un lungo periodo. Il rientro però è affamato di riscatto e nella sua ultima tappa juniores, ai Campionati del mondo di Montreal del 2019, riuscirà a conquistare due bronzi: nei 500m e nei 1.500m.

Nel dicembre del 2019 entra nel gruppo sportivo delle Fiamme Gialle e se fino ad allora la sua preparazione si divideva tra pista lunga e pista corta, dal quel momento deciderà definitivamente per la seconda. Da lì, il salto di qualità. Farà parte della squadra nazionale e dopo l’anno incerto dovuto ai ripetuti stop a causa della pandemia da covid-19, arriva la convocazione alla rassegna continentale del 2021.

Agli Europei di Danzica di gennaio dello scorso anno, Sighel si presenta con un potenziale incredibile: conquista l’argento individuale nei 500m, se ne mette al collo un altro con la staffetta 5.000 e chiude il torneo al secondo posto in classifica generale.

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Ai Campionati del mondo di Dordrecht di marzo 2021 darà ancora conferma di continuità e di crescita esponenziale, portando a casa 3 medaglie: nei 500m, nei 1.000m e nella staffetta 5.000m.

Nelle tappe di Coppa del Mondo 2021/2022 valide come qualifier per Beijing 2022, il trentino ha migliorato i propri personali su tutte le distanze Olimpiche individuali: nei 500m - sulla pista dei Giochi di Pechino - (40.536), nei 1.000m e nei 1.500 nella tappa di Dordrecht (rispettivamente 1:23.907 e 2:12.240).

I podi della stagione in corso sono stati due, il primo proprio al National Indoor Stadium della tappa cinese, con la staffetta maschile, e il secondo, staccato nell’ultima tappa utile - quella olandese -, in cui ha conquistato il bronzo nei 1.000m alle spalle dell’ungherese Shaoang Liu (oro) e del russo Semen Elistratov (argento).

A Pechino il pattinatore azzurro andrà con la sorella Arianna, anche lei nella nazionale italiana femminile di short track. Chissà che non sia la volta buona che i Sighel aggiungano una medaglia Olimpica alla stanza dei trofei di famiglia.

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Pietro Sighel e Wu Dajing (CHN)
Foto di 2021 Getty Images

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