Ha aperto le danze Rossella Fiamingo, con un bronzo individuale che mancava da 7 anni, poi è toccato ad Arianna Errigo riconfermarsi tra le grandi del fioretto... ma c'è stato spazio anche per la consacrazione di Tommaso Marini e l'exploit finale delle squadre. Ecco tutti i numeri della spedizione italiana a Il Cairo 2022.
(Bizzi - Federscherma)
Nella penultima edizione dei Campionati del mondo di scherma, Budapest 2019, il numero di podi era stato lo stesso per l'Italia: 8 in totale, di cui 7 bronzi e un argento.
Nel frattempo ci sono stati i Giochi Olimpici che sembravano assestare quel trend (3 argenti - di cui 2 individuali -, due bronzi e l'oro che continuava a sfuggire), ma la rassegna continentale di quest'anno, conclusasi con 4 ori, 7 argenti, 3 bronzi e il primo posto nel medagliere, aveva dato il segnale che il vento stava cambiando.
I Mondiali di scherma 2022 a Il Cario hanno regalato all'Italia ancora 8 medaglie, ma in tutti e tre i colori**: 2 ori, 4 argenti e 2 bronzi.**
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A inaugurare il medagliere azzurro ci ha pensato l'emozionante bronzo di Rossella Fiamingo nella spada individuale, arrivato dopo sette anni di digiuno mondiale. Si tratta del terzo metallo individuale iridato per la spadista siciliana, che si aggiunge ai due ori del 2014 e del 2015, all'argento Olimpico inidivuale di Rio 2016 e a quello continentale di quest'anno ad Antalya. "Dopo gli Europei ho pensato 'forse sono tornata', però volevo una conferma e l'ho avuta". Spoiler: Fiamingo non si è fermata solo al bronzo - si veda più avanti per sapere come va a finire...
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Anche quella di Arianna Errigo è una medaglia storica: lei in finale mondiale non ci arrivava da 8 anni e ora l'argento individuale nel fioretto consacra l'azzurra accanto a un certo Edoardo Mangiarotti, che la fiorettista raggiunge quanto a numero di medaglie iridate individuali, ben 9.
Errigo è stata abile nell'eliminare, in semifinale, la campionessa Olimpica in carica, la statunitense Lee Kiefer e di arrendersi solo davanti alla francese Ysaora Thibus. Un argento che è un pugno sul tavolo, a riprova che dopo la delusione di Tokyo la lombarda c'è ancora, con un ringraziamento speciale al maestro di scherma, "Grazie a Stefano Cerioni che ha creduto in me", e dichiarando che il suo obiettivo è Parigi 2024.
Chi invece a Budapest 2019 non c'era e ha fatto la sua prima apparizione mondiale in Egitto è Tommaso Marini - probabilmente il più dirompente degli esordienti: in main draw individuale del fioretto da testa di serie, è autore di un percorso strepitoso, e si ferma solo al secondo gradino iridato per 14-15, davanti al francese Enzo Lefort - uno arrivato a Il Cairo col collo piegato da due medaglie Olimpiche e 4 mondiali.
Marini a Il Cairo vicecampione mondiale ci diventa (e da rookie), prendendosi anche la Coppa del Mondo 2022 di specialità come ciliegina sulla torta (a 22 anni).
L'epilogo del torneo si affida alle competizioni a squadre e negli ultimi tre giorni le gioie azzurre sono arrivate alle stelle.
Si comincia con l'argento della spada femminile: Rossella Fiamingo risale sul podio (tornerà a casa con bis di medaglie), insieme a Mara Navarria, Federica Isola e Alberta Santuccio, il dream team di bronzo di Tokyo 2020.
Stesso giorno e stesso metallo per gli sciabolatori Luigi Samele, Luca Curatoli, Michele Gallo e Pietro Torre, quest'ultimo alla prima impressionate partecipazione mondiale e reduce da un'ottima top 10 individuale (8º).
Il 22 luglio è quello dell'attesissimo oro, che arriverà dalla squadra di fiorettiste, composta da Arianna Errigo, capitana-trascinatrice (anche lei in doppietta di podi), Alice Volpi, Francesca Palumbo e Martina Favaretto, che alzano la posta sul risultato Olimpico di Tokyo, dove erano state bronzo.
“Vincere è sempre bello, ma non è scontato essere favorite e poi riuscire a confermarsi. Siamo felici del nostro lavoro e una grande soddisfazione è essere tornate numero uno al mondo dopo un po’ di tempo e averlo dimostrato anche qui. Ci siamo dette che è un peccato che non c’è la Russia perché quando tiriamo così non abbiamo paura di nessuno”, dichiarava così, a fine gara, una radiosa Errigo.
Al trionfo nel fioretto è seguito un argento splendido a firma degli spadisti Gabriele Cimini e Davide Di Veroli, Andrea Santarelli e Federico Vismara. Vincitori del titolo continentale, la squadra di spada maschile torna sul podio mondiale dopo 15 anni (San Pietroburgo 2007), seconda solo alla Francia.
(Bizzi - Federscherma)
Il sigillo dorato lo chiuderanno i fiorettisti azzurri, con Daniele Garozzo (da marzo scorso dottore in medicina), Tommaso Marini (al bis!), Alessio Foconi e Guillaume Bianchi: il giovanissimo Marini è autore di parziali da tiratore consumato e, in forte fiducia dopo il traguardo individuale, trova insieme ai compagni e contro gli USA l'ottavo oro azzurro.
Nel medagliere finale l'Italia centra il terzo posto, preceduta da Francia e Corea del Sud, ed è prima per numero di medaglie insieme ai transalpini.
Da Il Cairo la spedizione azzurra torna con un bottino pieno di conferme e che guarda al futuro (dei 9 esordienti, 7 sono andati a medaglia)... ma anche con la bandiera della Federazione Internazionale di Scherma, che si isserà presto a Milano, sede dell'edizione del Campionato del mondo di scherma 2023.
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