Il Campionato del mondo junior e cadetti di Dubai 2022 si è concluso qualche giorno fa, e Olympics.com racconta com’è andata alla generazione azzurra che ambisce a conquistarsi uno spazio sulla pedana di Paris 2024.
(Foto Bizzi / Federscherma)
Spada, fioretto e sciabola, nel corso della loro lunga tradizione Olimpica, sono i protagonisti che maggiori successi ed emozioni hanno regalato agli appassionati italiani di sport a cinque cerchi.
Il bilancio nella scherma per l’Italia, nell’ultimo appuntamento Olimpico, ha espresso i migliori risultati nelle gare a squadre, con l’argento nella sciabola a squadre maschile, e il bronzo sia nel fioretto che nella spada, entrambi nella categoria femminile. A livello individuale solo due podi, quello di Luigi Samele nella sciabola - la prima medaglia italiana dell’Olimpiade giapponese - e l’argento di Daniele Garozzo nel fioretto.
A 8 mesi da Tokyo 2020, a Dubai sono scesi in campo i giovanissimi talenti provenienti da ogni parte del mondo, presentandoci dal vivo il panorama del futuro della scherma, con le speranze rivolte a Paris 2024.
Ai Mondiali Cadetti e junior del 2022 (2-10 aprile), l**’Italia** ha collezionato in tutto 8 medaglie (2 ori, 2 argenti e 4 bronzi) concludendo come seconda assoluta nel medagliere, dopo gli USA, con 15 podi (6 ori, 3 argenti, 6 bronzi).
(foto Bizzi_ Federscherma)
Le medaglie sono arrivate da tutte le armi, con il fioretto a confermarsi specialità prediletta anche per le promesse italiane, tanto nel maschile come nel femminile.
Quattro medaglie in totale, di cui l’oro nella gara maschile a squadre, composta da Damiano Di Veroli, Giulio Lombardi, Tommaso Marini e Jacopo Bonato - la stessa formazione che ha brillato d’oro anche all’Europeo di Novi Sad, di marzo scorso; l’argento femminile, sempre a squadre, con il quartetto formato da Giulia Amore, Irene Bertini, Carlotta Ferrari e Benedetta Pantanetti: le ragazze sono seconde iridate solo alle statunitensi, che hanno vinto l’oro per 45-33. Infine, due bronzi individuali, entrambi under17, per Matteo Iacomoni e Matilde Molinari, quest’ultima autrice di una emozionante rimonta e annessa vittoria nel tempo supplementare.
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Nella sciabola c’è stato anche chi è tornato a casa con al collo due medaglie: Pietro Torre, il campione d’Italia livornese (U20 e U23), classe 2002. Una cavalcata, la sua, che non si ferma dalla stagione 2018-2019 - con la prima Coppa del Mondo in Ungheria - e che lo ha visto salire sul gradino più alto del podio europeo nella gara a squadre e, nella stessa edizione, conquistare un argento in quella individuale.
Complice Dubai, Torre potrà aggiungere alla sua bacheca l’oro della sciabola maschile a squadre e l**’argento nell’individuale U20**.
Sempre dalla sciabola un altro podio, questa volta al femminile, grazie al bronzo conquistato dalla squadra di Carlotta Fusetti, Manuela Spica, Lucia Stefanello e Mariella Viale.
La spada è stata l’arma più avara di risultati per l’Italia, con un solo podio acciuffato nella categoria under17 da Fabio Mastromarino. L’atleta toscano è stato però protagonista di un percorso sorprendente: chiamato in squadra inizialmente come riserva, ha finito col gareggiare nell'individuale come sostituto dell’infortunato Matteo Galassi, rispondendo alla grande.