Vela, Tita-Banti riportano l'Italia all'oro dopo Sydney 2000

Stupenda Olimpiade nel Nacra 17 per la coppia azzurra, che ha dominato le regate di qualificazione approdando alla finale già certa dell'argento: nella medal race nessuna sorpresa, gara controllata e coronata da uno splendido oro, prima medaglia Olimpica dopo 13 anni. Argento per l'Inghilterra e bronzo per la Germania.

Foto di 2021 Getty Images

Trionfo meritato

È oro per la coppia azzurra del Nacra mixed team, Ruggero Tita-Caterina Banti, che, alla loro prima partecipazione Olimpica appaiati, centrano subito la medaglia più pregiata grazie al 6° posto nella medal race, vinta dall'Argentina su Danimarca e Usa. Agli azzurri, arrivati primi all'atto finale con 23 punti di vantaggio sulla coppia inglese e già certi dell'argento, bastava proprio un 6° posto per trionfare e non si sono fatti scappare l'occasione. Sul podio Olimpico, con italiani e britannici salgono i tedeschi Stuhlemmer-Kohlhoff.

La medal race

Con un buon vento di 9 nodi, gli italiani partono in modalità match race, ovvero controllando l'equipaggio inglese (Gimson-Burnet), diretto rivale per l'oro, e navigando tra la 7a e l'8a posizione. La regata è combattuta, con gli argentini davanti e subito una penalità in partenza per i tedeschi. Classifica a metà della Medal Race: Argentina, Danimarca, USA, Francia, Australia, Spagna, Italia, Gran Bretagna, Brasile e Germania, tutti molti vicini.

Nel terzo lato parte un duello di regate tra ITA e GB, con gli azzurri che non vogliono correre rischi e marcano stretto gli avversari. All'inizio dell'ultimo lato, gli inglesi salgono al 5° posto e gli italiani al 6° (all'Italia basta questa posizione): non ci sono sorprese nel finale, le posizioni restano le stesse e Tita-Banti agguantano il loro splendido, meritato, oro.

Binomio dorato ma nato per caso

Tita-Banti sapevano di essere forti e di venire in Giappone per una medaglia, ma la regolarità con cui hanno schiantato tutti gli avversari nelle regate di avvicinamento del Nacra 17 alla finale, è andata oltre ogni aspettativa. La coppia azzurra è approdata alla medal race già certa dell'argento, ma non si è seduta sul risultato e nella regata conclusiva, in cui bastava il sesto posto per l'oro, ha dato una nuova lezione di navigazione: strategia impeccabile e soprattutto su cosa vuol dire essere equipaggio.

Un binomio nato per caso: quando nel 2017 si ritrovarono entrambi spaiati del partner di regata. Ruggero Tita a Rio 2016 aveva gareggiato nel 49er, arrivando 14º in coppia con il prodiere Pietro Zucchetti. Poi la decisione di fare all-in in questa categoria mettendo da parte anche il progetto in Luna Rossa. Banti invece è prodiere in Nacra dal 2013, e si ritrova con Tita quando la Federazione decide di abbinarla all'ingegnere trentino (Banti è invece specializzata in studi islamici) in seguito all'abbandono della classe dell'allora suo timoniere Lorenzo Bressani.

È oro dopo 21 anni nella vela

Da quel momento, hanno cominciato a inanellare successi e non si sono più fermati: nel 2017 bronzo ai Campionati del mondo e oro a quello europeo, mentre l'anno successivo fanno doppietta dorata in entrambe le competizioni.

Non si vedeva un alloro Olimpico nella vela da quando Alessandra Sensini vinse l'argento a Beijing 2008 nell'RS:X, mentre per l'oro si deve andare ancora più a ritroso, sempre con la Sensini, a Sidney 2000.

Ruggero Tita e Caterina Banti(ITA) in regata nella classe Nacra 17 Foiling il primo agosto a Tokyo 2020
Foto di 2021 Getty Images

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