Nove dei momenti più memorabili dei Giochi Olimpici di Tokyo 2020

Dai primi istanti ai momenti di dolore e gioia condivisi, Tokyo 2020 è stata un'Olimpiade da ricordare.

Foto di 2021 Getty Images

Con lo spegnimento della fiamma Olimpica alla Cerimonia di Chiusura di domenica sera, i Giochi Olimpici di Tokyo 2020 sono ufficialmente giunti al termine.

E che Giochi stupendi!

Tanti incredibili esempi di coraggio e abilità, di sportività e emozione in linea con il nuovo motto Olimpico "Più veloce, più in alto, più forte - Insieme."

Questi che seguono sono alcuni dei momenti migliori di Tokyo 2020.

Il ritiro di Simone Biles e il ritorno con il bronzo

Una delle atlete più attese della ginnastica e degli interi Giochi di Tokyo 2020 era di certo Simone Biles, la ginnasta statunitense più medagliata di tutti i tempi.

A sorpresa, però, la 24enne americana si è ritirata durante la finale a squadre, spiegando poi di averlo fatto per non mettere a repentaglio una medaglia per il team USA, in seguito vincitore dell'argento.

Dopodiché la Biles ha deciso di non prendere parte a tre delle quattro finali di specialità alle quali si era qualificata, con l'obiettivo di concentrarsi sulla propria salute mentale. Una decisione accettata e applaudita da tifosi e atleti di tutto il mondo, compresi quelli presenti a Tokyo.

Ma con una grande prova di coraggio e forza mentale, la Biles ha poi deciso di partecipare alla finale della trave, vincendo il bronzo e portando a sette il suo bottino totale di medaglie Olimpiche.

"[Questo bronzo] vale più di tutti gli ori perché negli ultimi cinque anni, e specialmente nell'ultima settimana qui, ho dovuto affrontare così tante difficoltà... È stato tutto molto emozionante," ha dichiarato l'atleta statunitense all'NBC's "TODAY Show".

"Sono orgogliosa di me stessa e di tutte le altre ragazze a Tokyo."

“Non siamo solo delle ginnaste, il cui solo obiettivo è quello di far divertire il pubblico, siamo anche delle persone, con le loro storie e i loro problemi… Ho dovuto fare un passo indietro e pensare a me stessa."

Simone Biles 
Foto di 2021 Getty Images

Elaine Thompson-Herah scrive la storia delle Olimpiadi

Prima di Tokyo 2020, nessuna donna era mai riuscita a difendere il titolo sui 100m e sui 200m.

Ma Elaine Thompson-Herah non è un'atleta normale.

Il 31 luglio la velocista giamaicana ha prima vinto l'oro nei 100m col tempo di 10.61 secondi, battendo il record Olimpico di 10.62 stabilito 33 anni fa a Seul 1988 dell'icona americana Florence Griffith e realizzando la seconda miglior prestazione di sempre alle spalle di Griffith Joyner.

Elaine Thompson-Herah
Foto di 2021 Getty Images

Tre giorni dopo, la Thompson-Herah si è ripetuta sui 200m con il tempo di 21.53 secondi, ad appena 19 centesimi dal leggendario record mondiale e Olimpico stabilito sempre dalla Griffith Joyner a Seul.

Così facendo, la Thompson-Herah è diventata la prima donna a centrare la doppietta 100-200m in due edizioni consecutive dei Giochi Olimpici.

"È incredibile essere riuscita a vincere nuovamente due ori. È stata una settimana difficile e dopo la vittoria nei 100m non sono più riuscita a dormire," ha dichiarato la Thompson-Herah dopo l'impresa.

"Per vincere i 200m ho dovuto dare il massimo. Ho stabilito il mio personal best e il record nazionale. Sono incredibilmente felice. Non ci credo ancora di avercela fatta. Ho centrato un'altra doppietta, è davvero qualcosa d'incredibile."

Mutaz Barshim e Gianmarco Tamberi decidono di condividere l'oro nel salto in alto

In un'emozionante conclusione della finale Olimpica del salto in alto, il qatariota Mutaz Barshim e l'italiano Gianmarco Tamberi hanno scelto di condividere la medaglia d'oro, invece di proseguire con il "jump-off" e decretare un unico vincitore.

Entrambi gli atleti, così come il bielorusso Maksim Nedasekau, avevano superato i 2.37m, ma con l'asticella fissata alll'altezza del record Olimpico di 2.39m, nessuno di loro è stato in grado di completare un salto valido.

Così, invece di procedere con il proposto "jump-off", Barshim ha chiesto al giudice, ‘Possiamo avere due ori?’. Il giudice ha annuito e Tamberi è balzato tra le braccia di Barshim in un momento di estrema gioia, consapevole che lui e il suo grande amico erano appena diventati co-campioni Olimpici (Nedasekau ha vinto il bronzo avendo commesso più errori).

I tre ori incredibili dell'atletica italiana

È giusto dire che l'Italia ha vissuto un'incredibile Olimpiade a Tokyo 2020, durante la quale ha vinto ben 40 medaglie, quattro in più del suo precedente record totale conseguito a Los Angeles 1932 e Roma 1960, incluse i tre straordinari ori nell'atletica all'Olympic Stadium di Tokyo.

Il primo di questi è stato, come già detto, quello condiviso da Tamberi nel salto in alto. Pochi istanti dopo, Marcell Jacobs ha scritto la storia diventando non solo il primo atleta italiano a qualificarsi alla finale dei 100m, ma anche il primo a vincere l'oro in questa specialità.

Una delle immagini simbolo di questi Giochi è quella di Jacobs che taglia il traguardo con il nuovo record nazionale ed europeo di 9.80 secondi, e trovando ad attenderlo un Tamberi avvolto nel tricolore.

LEGGI ANCHE: Il medagliere dei record dell'Italia ai XXXII Giochi Olimpici Estivi di Tokyo 2020.

Jacobs e Tamberi esultano insieme dopo la vittoria nei 100m e nel salto in alto.
Foto di 2021 Getty Images

Ma la felicità, e la possibilità di scrivere la storia, non sono finite lì.

Venerdì 6 agosto la staffetta maschile 4x100m ha difatti vinto il primo oro Olimpico per l'Italia in questa disciplina al termine di una finale pazzesca.Nello sprint più importante della sua vita Filippo Tortu ha battuto al fotofinish il britannico Nethaneel Mitchell-Blake e vinto l'oro per un centesimo di secondo.

Un altro grande momento in quelli che per gli Azzurri sono stati a tutti gli effetti dei Giochi davvero storici.

La staffetta 4x100 m vittoriosa sul traguardo a Tokyo 2020.
Foto di 2021 Getty Images

Emma McKeon eguaglia il record di medaglie vinte da un'atleta donna in una singola edizione dei Giochi Olimpici

A Helsinki 1952 la sovietica Mariya Gorokhovskaya vinse la bellezza di sette medaglie nella ginnastica artistica, tra cui gli ori nel concorso a squadre e nell'all-around. Il quell'occasione la Gorokhovskaya stabilì il record di medaglie vinte da una donna in una singola edizione dei Giochi. Un primato che permane ancora a quasi 60 anni di distanza.

L'unica differenza è che ora la Gorokhovskaya non è più l'unica atleta a detenerlo.

Difficilmente Emma McKeon potrà dimenticare quanto accaduto a Tokyo 2020. La nuotatrice australiana ha difatti vinto l'oro e stabilito il nuovo record Olimpico nei 50m stile libero, vinto l'oro nei 100m stile libero, nella 4x100m stile libero e nella 4x100m misti, e il bronzo nei 100m farfalla, nella 4x200m stile libero e nella staffetta mista 4x100m misti.

Così facendo, la McKeon ha eguagliato il record della Gorokhovskaya, ed è diventata l'atleta australiana più decorata di tutti tempi e la prima nuotatrice donna a vincere sette medaglie in un'edizione dei Giochi, entrando così a far parte del ristrettissimo gruppo di atleti composto tra gli altri da Michael Phelps, Mark Spitz e Matt Biondi, in grado di conquistare almeno sette medaglie Olimpiche.

E non è tutto.

Le sette medaglie conquistate dalla McKeon hanno reso la nuotatrice australiana l'atleta più vincente in assoluto ai Giochi Olimpici di Tokyo 2020.

Allyson Felix diventa la statunitense più decorata di sempre nell'atletica leggera

Lo Stadio Olimpico di Tokyo è stato teatro di alcuni momenti storici, tra cui l'incoronazione di Allyson Felix ad atleta statunitense più decorata di sempre nella storia Olimpica dell'atletica leggera.

Ad Atene 2004 una 18enne Felix vinse la sua prima medaglia, un argento nei 200m. A 17 anni di distanza la Felix ha vinto invece la sua decima (bronzo nei 400m) e undicesima (oro nella staffetta 4x400m) medaglia, superando così la leggenda dell'atletica statunitense Carl Lewis e diventando l'americana più medagliata di sempre nella storia dei Giochi Olimpici.

Allyson Felix
Foto di 2021 Getty Images

Jessica Fox vince finalmente la sua medaglia d'oro

La leggenda della canoa Jessica Fox ha finalmente vinto la medaglia d'oro che le era sfuggita per molto tempo. La sua storia è simile a quella di tanti altri atleti a Tokyo 2020 che alla fine hanno vinto una medaglia dopo anni di fatica, difficoltà ed essere arrivati a sfiorare al podio. Il tuffatore britannico Tom Daley aveva vinto due medaglie di bronzo a Londra 2012 e Rio 2016, ma a Tokyo 2020 ha finalmente vinto l'oro insieme al suo compagno Matty Lee nella gara di piattaforma sincronizzata maschile di 10 metri. Flora Duffy ha vinto l'oro nel triathlon femminile, consegnando alle Bermuda il primo oro olimpico in 84 anni di gare ai Giochi, mentre il bronzo di Hugues Zango nel salto triplo maschile è stata la prima medaglia olimpica di sempre per il Burkina Faso.

Jessica Fox
Foto di 2021 Getty Images

Christine Sinclair ha finalmente vinto il suo primo titolo importante con la vittoria della medaglia d'oro ottenuta dal Canada nel calcio femminile. Nella canoa, Teresa Portela (ESP), alla sua sesta Olimpiade, ha vinto la sua prima medaglia: un argento nella canoa sprint femminile. Altra storia è quella di Jessica Fox, 10 volte campionessa del mondo, la quale forse credeva che una medaglia d'oro non sarebbe mai arrivata. Dopo aver conquistato di nuovo il bronzo nella canoa slalom, si è lasciata andare ad un grido di gioia, in cui sicuramente molti atleti si sono potuti rivedere, quando alla fine ha vinto il suo oro olimpico nella canoa slalom C-1 femminile.

Solo il leggendario Finlandese Volante, Paavo Nurmi, ha vinto – con 12 – più medaglie Olimpiche, anche se quattro di esse sono giunte in eventi di corsa campestre.

Naomi Osaka accende il braciere Olimpico

Naomi Osaka accende il calderone Olimpico dei Giochi di Tokyo 2020.
Foto di 2021 Getty Images

L'accensione del braciere Olimpico è uno dei momenti più iconici di ogni edizione dei Giochi, e così è stato anche a Tokyo 2020.
Nonostante le drastiche modifiche subite dalla Cerimonia d'Apertura, nei mesi che hanno preceduto l'inizio di Tokyo 2020 e l'annuncio che gli spettatori non avrebbero avuto accesso ai Giochi, il momento in cui la stella del tennis ed eroe nazionale giapponese Naomi Osaka (che ha ottenuto i complimenti di tutti per la sua battaglia contro i pregiudizi nei confronti dei problemi di salute mentale degli atleti) ha ricevuto la torcia e acceso il braciere Olimpico, passando comunque alla storia come simbolo della resilienza umana di fronte alle avversità.
Dopo una lunga attesa, i Giochi Olimpici di Tokyo 2020 erano uifficialmente iniziati.

#StrongerTogether

A prescindere dall'edizione, un altro dei simboli dei moderni Giochi Olimpici sono i tanti esempi di sportività e spirito di squadra ai quali abbiamo assistito, e che hanno ispirato milioni di persone in tutto il mondo.
Ve ne sono stati molti anche a Tokyo 2020, ma quattro sono stati di particolare importanza:
L'americano di origine giapponese Kanoa Igarashi, sconfitto nella finale del surf dal brasiliano Italo Ferreira, non ha avuto problemi ad aiutare il suo avversario. Ferreira sta imparando l'inglese, mentre Igarashi parla abbastanza bene il portoghese: ed è così che durante la conferenza stampa si è offerto di tradurre una domanda per la gioia del brasiliano.
Durante la semifinale degli 800m maschili, l'atleta del Botswana Nijel Amos e lo statunitense Isaiah Jewett si sono scontrati e sono caduti a terra, eliminandosi a vicenda dalla competizione. Ma invece di arrabbiarsi, i due si sono aiutati a vicenda a rialzarsi, si sono abbracciati e hanno terminato la gara assieme.

Isaiah Jewett (Usa) e Nijel Amos (BOT) dopo la caduta nella semifinale degli 800m a Tokyo 2020.
Foto di 2021 Getty Images

Nel momento il cui ha terminato la prova di triathlon femminile in 24esima posizione, Lotte Miller (NOR) si è seduta a terra per recuperare le energie. Ma quando ha visto la belga Claire Michel, ultima in quel momento, tentare di chiudere la prova nonostante un crampo a un polpaccio, il suo “cuore ha fatto un balzo”, come ha poi ella stessa ammesso a USA TODAY.

La Michel è poi riucita a terminare la gara con circa 15 minuti di ritardo dalla vincitrice delle Bermuda Flora Duffy. 45 atlete si erano presentate al via, 20 delle quali si erano però ritirate o erano state doppiate. Non appena superato il traguardo, la Michel è scoppiata in lacrime e la Miller è corsa da lei per consolarla.

"Raggiungere le Olimpiadi è stata una battaglia e negli ultimi due anni tutte abbiamo notato come lei abbia lottato duramente. Chiunque le sia vicino e pratichi questo sport sa bene cosa ha passato," ha dichiarato la Miller. "Lo spirito Olimpico è perseveranza nei momenti difficili. E poi lei è amica di tutte e vuole bene a tutte." "Sei una guerriera fantastica," ha detto la Miller alla Michel. "Questo è lo spirito Olimpico, e tu lo rappresenti al 100%."

Una volta vinto l'oro e stabilito il nuovo record mondiale sui 200m rana, la più incredula di tutte è apparsa la stessa sudafricana Tatjana Schoenmaker. La scena più bella però è stata quella offerta dalla connazionale Kaylene Corbett e dalle statunitensi Lilly King e Annie Lazor, vincitrici rispettivamente dell'argento e del bronzo, che sono andate da lei per congratularsi e stringerla in uno storico abbraccio a quattro.

Schoenmaker del Team South Africa si congratula con Lilly King del Team United States, Annie Lazor del Team United States e Kaylene Corbett del Team South Africa dopo aver vinto la medaglia d'oro e aver battuto il record mondiale dopo aver gareggiato nella finale dei 200m rana femminile.
Foto di 2021 Getty Images

SEGUI LE OLIMPIADI IN MODO UNICO.

Eventi sportivi in diretta gratis. Accesso illimitato alle serie. Novità e momenti salienti in esclusiva dalle Olimpiadi