Martinenghi e Cerasuolo conquistano l'argento e il bronzo nella finale dei 50 rana vinta dallo statunitense Fink. Mora fa tris di medaglie e vince il bronzo nei 200 dorso. Finale pirotecnico con la 4x100 mista maschile di Mora, Martinenghi, Rivolta e Miressi, che si prende il bronzo dietro al doppio record del mondo di Australia e USA. L'Italia chiude il Mondiale a quota 16 medaglie.
(2022 Getty Images)
Cala il sipario sulla vasca corta del Melbourne Sport and Aquatics Centre: l'Italia termina il Mondiale di nuoto sui 25 metri con un totale di 16 medaglie che la posizionano terza assoluta nel medagliere dell'edizione 2022, dopo Stati Uniti e Australia.
Nella sesta e ultima giornata del torneo gli azzurri hanno conquistato 4 medaglie grazie alle prestazioni di Nicolò Martinenghi e Simone Cerasuolo, rispettivamente, argento e bronzo nei 50 rana, al bronzo di Federico Mora nei 200 dorso e alla staffetta maschile della 4x100 misti.
Nell'ultima finale del torneo, l'Italia di Federico Mora, 'Tete' Martinenghi, Matteo Rivolta e Alessandro Miressi ha chiuso la rassegna su un podio che ritrova, non a caso, le tre migliori Nazionali di questa edizione: USA e Australia - in questa finale doppio oro e record mondiale - e, appunto, il quartetto azzurro.
La finale dei 50 rana maschili regala la gioia di due azzurri sul podio: una doppietta che vede Martinenghi in piazza d'onore con 25.42, dietro a un Nic Fink che è stato decisamente la bestia nera dell'azzurro (vedasi la finale nei 100 rana). L'americano diventa campione del mondo in 25.38 con Simone Cerasuolo che si assicura il podio e il bronzo in 25.68.
Martinenghi non nasconde l'amaro della sua prestazione in finale: "Non posso negare che ci sia un po' di rammarico. Bisogna lavorare sull'arrivo. Saprò sfruttare questo rimpianto nella staffetta. Sono contento per Simone che ha dimostrato di poter essere protagonista tra i grandi", ha detto a Federnuoto.it.
Grande soddisfazione invece per Cerasuolo che sempre a Federnuoto ha aggiunto: "Ho disputato una gara come la semifinale. Chiudo alla grande questo primo mondialo in vasca corta. Vorrei dedicare questa medaglia al mio allenatore Cesare Casella che è per me come un secondo padre. E' davvero bello stare sul podio insieme a Nicolò. Nel 2023 ci sono diversi appuntamenti importanti: punterò ad arrivarci al meglio."
Mora se ne va da Melbourne con una sorprendente tripletta di medaglie individuali nel dorso: nella giornata di chiusura si mette al collo il bronzo nei 200, frantumando il record italiano con 1:48.45. Davanti a lui, è assolo a stelle e strisce: Ryan Murphy si laurea Campione mondiale in 1:47.71, mentre Shaine Casas è argento con 1:48.01.
Sfinito ma felice, l'azzurro: "Sono davvero stanchissimo. Forse ho esagerato nel primo cento a rallentare ma era la tattica che dovevo usare, per poter sperare in qualcosa di grosso. Le forze iniziano ad essere ridotte" (Federnuoto.it).
L'ultima medaglia per la squadra azzurra è di bronzo, e arriva dalla staffetta maschile della 4x100 misti.
La finale vede l'Italia schierata con Mora, Martinenghi, Rivolta e Miressi.
Mora parte da fermo con il dorso, ed è subito un testa a testa con gli USA. L'azzurro passa il testimone a 49.48, con Martinenghi a rana in 55.52, Rivolta con 48.50 a farfalla e, in chiusura, uno strabiliante Miressi, che rimonta e nuota gomito a gomito con Australia e USA, che però avranno la meglio all'ultimo centimetro (45.56, l'azzurro in stile libero).
L'Italia si consola con un bronzo e un record europeo di 3:19.06, con soli otto centesimi di ritardo da Australia e Stati Uniti che vincono l'oro ex-aequo con il crono di 3:18.98.
Per Mora, non possono esserci rimpianti: "Abbiamo disputato una gara perfetta: sotto il record del mondo e con il record europeo. Nessuno di noi può recriminare qualcosa. Volevamo mantenere l'oro di Abu Dhabi, ma gli altri sono andati più forte".
Più critico Martinenghi: "Va benissimo così, anche se ho qualche rimpianto: sono scappati due ori. Abbiamo dato veramente tutto quello che avevamo. E' stato un campionato del mondo d'altissimo livello per me e per tutta la squadra"(Federnuoto.it).