Nell'ultima giornata del nuoto artistico, presso la piscina della Szechy sull’Isola Margherita di Budapest, Giorgio Minisini e Lucrezia Ruggiero firmano una prestazione straordinaria nella prova libera che gli vale il secondo oro dei Mondiali FINA 2022. Italia ancora protagonista nell'élite dell'artistico con la medaglia d'argento nell'highlight. Nella vasca della Duna Arena, dopo l'argento di Benedetta Pilato nei 50 rana, arriva l'oro supereroico nei 1500 di un Gregorio Paltrinieri semplicemente leggendario. Chiusura in bellezza con la staffetta maschile misti: l'Italia è Campione del mondo.
Se alla vigilia dei Mondiali di Budapest, i record storici di Gwangju (3 ori, 2 argenti e 3 bronzi) costituivano uno stimolo ma anche un riferimento ingombrante in chiave di risultati, la vasca della Duna Arena è diventata la nuova complice dell'impresa azzurra e si è convertita nella culla del rinnovato primato mondiale dell'Italia, che termina la rassegna iridata 2022 con il bottino di
L'italia chiude sul podio del medagliere del nuoto, con 9 medaglie complessive che valgono il terzo posto, dietro l'Australia, con 17 medaglie (6 ori, 9 argenti e 2 bronzi) e gli Stati Uniti, leader indiscussi del ranking mondiale 2022, con 45 medaglie (17 ori, 12 argenti e 16 bronzi).
Per quanto riguarda i record, sono stati in totale 16 i primati personali (PP) raccolti nelle acque di Budapest: 1 record del mondo (RM), europeo (RE) e italiano (RI); 2 record europei e italiani e 9 record italiani.
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Un tripudio tricolore attraversa la Duna Arena nell'ultima giornata del nuoto in vasca: chiusura migliore è difficile immaginarsela ma ci hanno pensato Thomas Ceccon, Nicolò Martinenghi, Federico Burdisso e Alessandro Miressi a far esplodere la festa, dominando il podio della 4x100 misti maschile ed eguagliando anche il record europeo, con il crono di 3:27.51.
Questi i parziali degli azzurri:
Al secondo posto la squadra statunitense, con il tempo di 3:27.79, mentre completa il podio quella britannica in 3:31.31.
La gara di oggi è un deja vu sublimato di quanto successo a Tokyo 2020.
Il quartetto infatti è lo stesso che nemmeno un anno fa si è guadagnato la gloria Olimpica, sempre nella 4x100 misti di chiusura, ma stavolta il podio è praticamente rovesciato: in quell'occasione gli USA vincevano l'oro, siglando il record del mondo (3:26.78), i britannici si intestavano quello europeo (3:27.51) e la medaglia d'argento, mentre i fuoriclasse azzurri completavano il podio, con tanto di record italiano, 3:29.17, oggi ulteriormente polverizzato.
Gregorio Paltrinieri sconvolge tutti i pronostici della vigilia e arriva a un soffio dall'impresa nell'impresa. Oro iridato dopo l'opaca prestazione degli 800, ma non solo: a meno di 40 metri dalla piastra stava viaggiando oltre il record di **Sun Yang (**14:31.02, del 2012), anche se all'arrivo il crono di 14:32.80 è solo per due secondi sotto il record del mondo, mentre si intesta il primato europeo e quello tricolore.
Un'esibizione da nuotatore immenso, la seconda più veloce di tutti i tempi, una gara a parte rispetto a quello che fara il resto del podio, composto dallo statunitense Bobby Finke, al secondo posto, con 14:36.70, e dal tedesco Florian Wellbrock, bronzo con 14:36.94
"Mi hanno fatto incazzare (ride) non è vero sono contento! Non mi è uscita l'altro giorno la gara, è per quello che ero molto deluso perchè pensavo di valere meno, di poter fare meno, e sono anni che penso di fare meno e finalmente venire qua e fare i 1500 bene dopo così tanto tempo è importante.
"Tante persone mi credevano finito. Non sono uno che si fa condizionare dagli altri ma in questi giorni ho avuto abbastanza dubbi, che gli altri potessero essere più forti di me... poi mi sono detto di no e mi sono sentito più forte, ma dovevo dimostrarlo in gara.
"Ero in corsia 1, mi sentivo tutti addosso, la gente che mi incitava, sapevo che stavo facendo bene, non pensavo però così tanto.
"E il tempo non era la priorità oggi: oggi sono entrato con la volontà di vincere, e c'è sempre una bella differenza. E secondo me negli 800 ho fatto proprio questo errore sottovalutando la situazione, ma dagli errori si impara sempre: ho 30 anni ma tutte le volte continuo a imparare qualcosa di nuovo.
"Ogni volta dico che è la medaglia più importante quella che vinco, ma davvero ogni volta è la megaglia più difficile, è molto più stancante farlo adesso che farlo 10 anni fa, ed io è da 10 anni che faccio questi tempi incredibili: ho la prova che sto lavorando bene, che non ho mai mollato, ma poi capitano le gare in cui non vinci, come l'altro giorno...
"Io credo di essere sempre quello che sta peggio di tutti, perchè la competizione è sempre più dura, ma io continuo, ogni giorno spingo l'asticella più in alto, perchè non la soffro questa situazione, non è un problema, ma rimane il fatto che è sempre più difficile, per questo dico che [quello che conta è che] sono ancora qua. Per quanto ci lavoro e per quanto ci credo è questa la cosa più importante...
"Il mio approccio e la mia voglia di vincere era la stessa negli 800, ma lì ho proprio sbagliato l'atteggiamento, era tutta foga, sovraeccitato e ho scciupato tante energie. Qui ho avuto la flessibilità mentale di poter aspettare i primi 200 metri, prendermi più il mio tempo, invece là sono partito forte coi primi 50 e mi sono distrutto: e non è il tempo che valgo, non valgo 7.41. In questi giorni ci ho pensato al fatto che sono stato troppo aggressivo: invece non devi cercare tu la prestazione ma deve essere tutto più armonico, si tratta di sensazioni che vengono mentre nuoto e oggi mi sono lasciato trasportato, più naturale e sciolto".
È Ruta Meilutyte a mettersi di traverso tra l'oro e Pilato: la lituana confeziona un 29.70 di pura maestria che le vale la medaglia iridata, mentre la tarantina deve "accontentarsi" dell'argento, con il crono di 29.80. Completa il podio la sudafricana Lara Van Niekerk (29.90).
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È durata poco la gioia di Thomas Ceccon, sul podio dei 50 dorso grazie alla squalifica di Justin Ress, arrivato primo, davanti al connazionale Hunter Armostrong. I giudici hanno accettato il ricorso del Team USA, sicchè il podio finale si riconfigura nel seguente ordine:
In questo modo l'azzurro Ceccon (24.51) scivola in quarta posizione.
Si chiude in bellezza l'ultima giornata dell'artistico sull'Isola Margherita: la squadra italiana composta da Domiziana Cavanna, Linda Cerruti, Costanza Di Camillo, Costanza Ferro, Gemma Galli, Marta Iacoacci, Marta Murru ed Enrica Piccoli è seconda solo all**'Ucraina,** e si mette al collo la medaglia d'argento con una prestazione da 92.2667 punti.
Punteggio ingiocabile quello della squadra ucraina, che diventa Campione del mondo con una esibizione monstre che supera i 95 punti: 95.0333.
Terzo gradino del podio per la squadra spagnola che si guadagna il bronzo con il punteggio di 91.9333.
Una spedizione trionfale quella del nuoto artistico azzurro che chiude il mondiale di Budapest 2022 con un bilancio di peso e 5 medaglie compelssive che gli valgono il quarto posto nel medagliere**:**
Superarsi con un'altra prestazione d'oro era difficile, ma la coppia Minisini-Ruggiero ha dimostrato che in questo momento è il non plus ultra del nuoto artistico misto: la coppia, dopo l'oro nel duo misto tecnico di qualche giorno fa, si è ributtata in piscina e ne è uscita laureata Campione del mondo anche nel programma libero.
Il duetto si è esibito sulle note di Beggin, dei Manneskin, una scelta musicale guidata dalla volontà di trasmettere al mondo la freschezza e la dirompenza dell'Italia di oggi.
La performance, coreografata da Anastasia Ermakova, è stata valutata 90.9667 punti, sufficienti a metterli sul gradino più alto del podio, insieme alla coppia giapponese di Yotaro Sato e Tomoka Sato, argento (89.7333) e quella cinese composta da Haoyu Shi e Yiyao Zhang, che ha vinto il bronzo con il punteggio di 88.4000.
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