Foto di Mattia Ozbot/Getty Images
In pochi avrebbero forse pensato di festeggiare ben cinque medaglie d’oro nell’atletica ai Giochi Olimpici di Tokyo 2020.
Quelle prestazioni straordinarie non sono state frutto di un favore della dea bendata agli atleti tricolori, ma sono la dimostrazione dell'ottimo stato di salute del movimento italiano in questo sport.
Dopo il Giappone, la squadra azzurra ha continuato a ottenere risultati di prestigio a livello internazionale tra Campionati europei e Mondiali.
Diversi sono gli azzurri che hanno portato il tricolore su un podio internazionale. Tra gli uomini di punta spicca il pesista Leonardo Fabbri, neoprimatista nazionale nel getto del peso, Campione europeo e vicecampione del mondo in carica.
In un’intervista esclusiva a Olympics.com, Fabbri ha parlato della sua esperienza Olimpica a Tokyo, delle sue ambizioni parigine e dell’importanza del record italiano.
Fabbri si è qualificato per i suoi primi Giochi nel 2020 e ha mancanto la finale Olimpica per soli 10 centimetri. Dopo tre anni, il 27enne toscano avrà la possibilità non solo di partecipare nuovamente a un’edizione a cinque cerchi ma anche di entrare tra i migliori 8 finalisti di Parigi 2024.
“Da Tokyo sono cambiato molto mentalmente, fisicamente e ho molta più esperienza”, ha detto Fabbri.
In Francia arriverà non solo con più di esperienza, ma anche con una medaglia d’argento mondiale vinta nella rassegna iridata di Budapest 2023, un oro continentale vinto a Roma 2024 e la voglia matta di riscatto nella competizione Olimpica.
“Non vedo l’ora di gareggiare a Parigi, perché a Tokyo ho mancato la finale per soli 10 centimetri. Mi ricordo quella sera, ho pensato ‘voglio veramente andare a Parigi e lanciare il peso dall’altro lato dello stadio’”, ha detto Fabbri.
I Giochi di Tokyo 2020 hanno rappresentato un punto di svolta per il lanciatore fiorentino. Sono stati la sua prima competizione a cinque cerchi, grazie alla quale ha realizzato il sogno Olimpico e imparato dagli errori, trasformando la delusione della finale mancata in motivazione in vista dell’appuntamento allo Stade de France di Parigi.
“I Giochi Olimpici del 2021 sono stati un grande successo per me”, ha raccontato. “Ricordo di essermi nella prima gara della stagione del 2020, poi purtroppo i Giochi sono stati rimandati di un anno”.
“Nel 2021 non ero in ottima forma, ma nel 2020, quando mi sono qualificato, sì. Mi ricordo che un minuto dopo la fine della gara ho chiamato mia madre per dirle che mi ero qualificato, è stato fantastico”.
Nel suo percorso da Tokyo a Parigi, Fabbri è diventato il vicecampione mondiale di getto del peso ai Campionati mondiali di Budapest 2023 dietro allo statunitense Ryan Crouser. L’azzurro ha effettuato un lancio di 22,34 metri che in quell’occasione gli è valso il suo record personale.
Il suo argento iridato è stato molto celebrato anche dai tifosi della Fiorentina, la squadra di calcio di cui è tifosissimo, con la curva Fiesole che gli ha reso omaggio.
“È stato il momento più bello della mia vita, anche più dei Mondiali”, dice ridendo. “[I tifosi della curva Fiesole] sono stati fantastici. C’erano 40 mila persone che cantavano per me e mi applaudivano, è stato meraviglioso. Qualcosa di veramente straordinario, non ho dormito la notte”.
La stagione di Leonardo Fabbri è stata pianificata in vista dell’appuntamento principale della stagione: i Giochi Olimpici di Parigi 2024.
La gara a cinque cerchi è sicuramente il focus primario di tutti gli atleti che si sono qualificati per la competizione, ma ognuno arriverà in Francia con obiettivi diversi. L'azzurro punta in alto.
“Nel 2021 ho mancato la finale per 10 centimetri e dopo la finalissima ho pianto. Volevo veramente gareggiare di nuovo ai Giochi Olimpici. Quest’anno avrò di nuovo la possibilità di farlo e voglio lanciare il più lontano possibile perché sono davvero motivato”.
“Qualificarsi per la Francia non è stato speciale come per Tokyo. Nel 2020 è stato più difficile perché ero più giovane. Ora, a questo livello, la qualificazione per i Giochi deve essere qualcosa di normale. L’unico obiettivo è fare una buona prestazione a Parigi e non solo di qualificarsi”, ha continuato Fabbri.
Il lanciatore toscano non nasconde le ambizioni di una medaglia, e magari quella del metallo più prezioso, seppure l’impresa non sia per niente facile o scontata.
“Ai Giochi tutto è possibile, dipende solo da me. Voglio lanciare più lontano di tutti ma il livello è altissimo. Quindi, anche con un buon lancio, la vittoria non sarà facile”.
“L’obiettivo è ovviamente la finale e poi lavorare per qualcosa in più, ma il livello è altissimo. Non si può dire perché è veramente difficile. Ma ovviamente, dopo una medaglia mondiale, tutti si aspettano tanto da me. Io stesso ho grandi aspettative su di me quindi voglio solo fare una buona prestazione.”
“Il mio desiderio è fare il mio migliore personale. Anche se finisci terzo, quarto o quinto, fare il proprio personale è sempre buono”.
La miglior prestazione di Fabbri vorrebbe dire migliorare ulteriormente il record nazionale, impresa che gli è già riuscita in questa stagione straordinaria. Il precedente record italiano apparteneva ad Alessandro Andrei, anche lui fiorentino, con la misura di 22,91 metri e risaliva al 1987.
Prima di battere il primato, Fabbri non ha mai nascosto quanto fosse importante per lui migliorare quel limite.
“Sto pensando molto al 22,91 metri perché Andrei era di Firenze e sono cresciuto guardando i suoi video. Negli anni passati ho battuto tutti i record dall’under 16 ai senior, un passo per volta. […] Per me è un grande sogno”.
Il sogno del nuovo primato nazionale è stato realizzato il 15 maggio al Meeting di Savona, con un lancio di 22,95 metri, e in seguito a questo record storico ha di nuovo enfatizzato come diventare il nuovo primatista italiano fosse un obiettivo importante.
“Una roba pazzesca! Per me Andrei significa tutto, se sono qui è grazie a lui”, ha detto il 27enne.
“Mi mancava solo questo record e ce l’ho fatta. Sono felicissimo perché il livello si è alzato tantissimo e non era facile. Ho fatto tre gare l’anno scorso sopra i 22 metri e ora inizio a lanciare con facilità oltre i 22 e mezzo, quindi sta andando veramente bene”.
Sull’onda di questo entusiasmo, Fabbri arriva a Parigi pronto per il riscatto. E chissà, il record italiano e una medaglia addolcirebbero sicuramente la notte estiva nella Ville Lumière.
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