Immenso Paltrinieri, bronzo nella 10 km e doppietta a Tokyo 2020

Nella gara che conclude l'Olimpiade del nuoto, Gregorio Paltrinieri lascia il Giappone da protagonista con una medaglia di bronzo storica. Per l'Italia è la prima a un nuotatore nella maratona 10km a cinque cerchi.

Foto di 2021 Getty Images

Si chiude oggi l’Olimpiade del nuoto con la più giovane delle sue specialità Olimpiche, la marathon swimming, arrivata alla sua quarta edizione (la prima, a Pechino 2008). E questa 10km porta il marchio a fuoco di Gregorio Paltrinieri, che decide di lasciare il segno in Giappone concludendo con un podio emozionante: un bronzo che vuol dire bis di medaglie, dopo l'argento negli 800 stile in vasca.

Apre e chiude con un podio, il suo viaggio Olimpico del 2021: Palt convalida a suon di argento e bronzo il suo arrivo e la sua partenza da Tokyo, a rimarcare quanto è stato sofferto tutto quello che c'è stato prima e durante, da una presenza Olimpica a tanto così dall'essere compromessa al calo drammatico di energie nei 1500 - in cui riesce a fare comunque un quarto posto - che vengono però ritrovate nella gara della testa, della resistenza, quella della maratona del nuoto.

In piscina anche l’Italia aveva chiuso col bronzo, e nel mare aperto spetta a Paltrinieri mettere il sigillo, portando la spedizione azzurra del nuoto a quota 6 medaglie, un terzo di esse quindi a firma del carpigiano.

La Gara

Assolo di Florian Wellbrock sin dal tuffo in acqua, salvo cedere la prima posizione verso il 4.3km al francese Marc-Antoine Olivier (terzo a Rio 2016) che si alterna all’ungherese Kristof Radovsky nel tentativo di accaparrarsi la piazza d'oro.

Ma è solo questione di pochi metri e il tedesco al sentire Paltrinieri (quarto) alle calcagna si rende conto di aver concesso troppo e rilancia con una sferzata che lo rimette definitivamente alla guida della gara, con uno stacco abissale dal resto degli inseguitori. La testa della corsa è praticamente fuori discussione, con il secondo a +4.2 dal tedesco, mentre dietro la prima posizione è un avvicendarsi di attacchi tra Athanasios Kynigakis, Ferry Weertman e Hau-Li Fan.

Paltrinieri ha inziato l'esibizione recuperando i 35 e rotti secondi di vantaggio del terzetto sugli inseguitori tra i 3 e i 5 km, e attacca freddissimo il vuoto che Olivier e Radovsky avevano lasciato dietro per non staccarsi dal tedesco. Verso l'ora e quaranta di gara Olivier cede e comincia a scivolare fuori podio (terminerà sesto).

Messo in sicurezza il terzo posto, Paltrinieri è sui piedi, recupera 9 secondi in 100 metri e decide di puntare al secondo posto, a 700 metri di distanza dal traguardo. Ma ci sono i cambi di traiettoria per entrare nel imbuto dell'arrivo, con Radovsky che rende il sorprasso difficile e l'azzurro che prova addirittura a passare a sinistra dovendo quindi coprire più distanza, pur di tentare il tutto e per tutto. Sfuma il tentativo e Palt è costretto a rinunciare, ma lotta fino alla fine in uno sforzo che solitamente non è nelle sue corde, e tanto basta a lasciare una sensazione bellissima.

È podio nella 10 km, +27.4 dall'extraterrestre Welbrock (1:48.33.7 per lui). Il crono è di 1:49.01.1 e Gregorio Paltrinieri adesso non deve fare altro che godersi la cerimonia di premiazione.

Campione indiscusso

Condizioni proibitive, aria e acque estreme per i nuotatori che arrivano trasfigurati a causa dei 29 gradi e più del 70% di umidità. Lo stesso Ferry Weertman, oro di Rio 2016 arriva solo 7mo, a sottolineare il ritmo impossibile di questo fondo nel Marine Park di Odaiba, che esalta la gloria di Paltrinieri ma anche la bontà della prestazione di Mario Sanzullo, l'altro azzurro in gara che arriva 14mo al fotofinish tra Minamide (Giappone) e Farinango (Ecuador).

Paltrinieri è il primo italiano a prendere una medaglia Olimpica nella 10km, e riesce a farlo senza perdere o togliere nulla alla vasca, anzi centrando prestazioni sempre più convincenti tanto indoor come outdoor.

A Tokyo 2020 ha nuotato cambiando tattica, reinventandosi, partendo a razzo e lottando fino allo stremo. Un’Olimpiade coraggiosa e contro ogni pronostico, conto chiuso con il mese e mezzo di fermo e la mononucleosi. Tre gare su tre portate a termine egregiamente, due medaglie pesantissime: Palt ha dimostrato di mantenere i livelli altissimi anche nel lato buio della luna, nella cattiva sorte, e adesso la sua grandezza si proietta come un'ombra lunga, dal sol levante fino a, si spera, Parigi 2024.

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