Giornata Mondiale dei diritti dei bambini: i genitori degli sport invernali e i loro figli

Nella Giornata mondiale dei diritti dell'infanzia vogliamo dare attenzione alle atlete e agli atleti di sport invernali che si destreggiano tra la famiglia e sogni Olimpici.

di Jo Gunston
Foto di Cameron Spencer/Getty Images

In occasione della Giornata mondiale dell'infanzia del 20 novembre, Olympics.com racconta gli atleti e le atlete che si destreggiano tra la genitorialità e le ambizioni dei Giochi Olimpici Invernali.

Camilla e Rebecca sono probabilmente le più giovani medagliate dei Giochi Olimpici Invernali, dato che la loro vittoria risale a quando erano degli embrioni di poche settimane. Le gemelle hanno vinto il bronzo a Sochi 2014, insieme alla madre Martina Valcepina e al resto della squadra femminile italiana di short track, nella finale della staffetta 3000m.

Sembra che dalle rivali non siano arrivate lamentele sulla regolarità del numero reale dei membri del team italiano in quella circostanza… forse perché Valcepina fa parte del gruppo sportivo delle fiamme gialle, una delle forze di polizia italiane!

A PyeongChang 2018, le gemelle avevano quattro anni e questa volta la loro mamma è uscita dallo stesso evento con una medaglia d'argento. Potrebbe essere che Pechino 2022 riservi il gradino del podio mancante alla 29enne, che potrebbe così festeggiare di fronte alle sue bimbe Olimpioniche di otto anni?

E sempre a proposito di corpi di polizia… Amelie Kober, agente della polizia federale tedesca, aveva già gareggiato nello slalom gigante parallelo di Torino 2006, dando prova di grande capacità di recupero: la più giovane in campo, ha dimostrato di sapersi rialzare nonostante la caduta nei quarti di finale, andando a vincere l'argento.

A quello stesso evento, ma a Vancouver 2010, portava con sé un concorrente più giovane, suo figlio Lorenz. Nessun metallo è stato vinto davanti al suo bambino appena nato a quei Giochi Olimpici, ma a Sochi 2014, Kober ha regalato una scintillante medaglia di bronzo al figlio di quattro anni.

Pedigree Olimpico

Pechino 2022 è l’obiettivo della famiglia Watabe. Watabe Akito e sua moglie Yurie sperano entrambi di trovare un sucesso che li leghi ai prossimi Giochi Invernali. Akito punta all'oro "sfuggente" nell'evento individuale di combinata nordica, dopo essersi piazzato secondo sia a Sochi 2014 che a PyeongChang 2018.

Yurie, invece, è una sciatrice freestyle che gareggia nell'halfpipe. Ha concluso i Giochi in Corea del Sud in fondo alla classifica, ma quello che l'importante per lei è potersi definire con il più prezioso dei titoli: un’Olimpica. Anche il fratello minore di Akito, Yoshito, gareggia nella combinata nordica, sicchè possiamo confermare che Watabe junior ha un certo pedigree per gli sport della neve.

La sciatrice alpina messicana Sarah Schleper non solo ha due figli, ma li ha chiamati con il nome di altri sciatori. La quattro volte Olimpica ha un figlio che prende il nome da Lasse Kjus, sciatore alpino norvegese e cinque volte medaglia Olimpica (compreso l'oro ai Giochi di casa di Lillehammer 1994, nell'evento combinato). Ha chiamato sua figlia come la specialista di slalom degli Stati Uniti e tre volte Olimpica, Resi Stiegler.

Nell'ultima gara per gli Stati Uniti di Schleper, prima di gareggiare per il Messico - ha la doppia nazionalità per via del marito messicano - ha preso in braccio Lasse e ha sciato per il resto della corsa - prima di tagliare il traguardo - con il bimbo tra le braccia. La 42enne spera di qualificarsi per Pechino 2022, e anche per i prossimi Giochi Olimpici Invernali successivi – Milano Cortina 2026 –, i primi Giochi a cui il figlio Lasse potrebbe in teoria già competere.

La biografia su Instagram di Anaïs Chevalier-Bouchet recita: "Biathlon France" e "Maman d'Emie". La medaglia di bronzo di PyeongChang 2018, che ha anche gareggiato a Sochi 2014, è alla ricerca di altri gingilli a Pechino 2022, da portare a casa a sua figlia e suo marito, Martin Bouchet, ex biatleta a sua volta. Anche la zia di Emie, Chloe Chevalier, è una biatleta, quindi alla piccola sicuramente non mancheranno le opzioni di coaching, se deciderà di dedicarsi allo sport in futuro.

David Wise aveva appena vinto la sua seconda medaglia d'oro consecutiva nell'halfpipe maschile, a PyeongChang 2018, quando suo figlio di tre anni, Malachi, ha deciso di raggiungerlo sul podio. Si è poi unita anche la moglie di David, Alexandra, insieme alla figlia di sei anni Nayeli, rendendo quel momento quasi una foto di famiglia. Wise punta a festeggiare il triplete a Pechino 2022.

David Wise con la famiglia sul podio a PyeongChang 2018
Foto di Cameron Spencer/Getty Images

La coppia cinese di short track Liu Qiuhong e Han Tianyu sono genitori di un bimbo di nome Leo. Ormai ritirata, Liu è stata cinque volte Campionessa del mondo nella staffetta dei 3000 m. Il suo miglior risultato ai Giochi Olimpici è stato a Sochi 2014, quando ha sfiorato il podio, piazzandosi quarta nei 500 metri.

Han ha vinto l'argento e il bronzo a Sochi 2014, rispettivamente nella staffetta 1500m e 5000m, più l'argento nella staffetta a PyeongChang 2018. Han continua ad allenarsi con la squadra cinese di short track, e sta cercando di guadagnarsi un posto nella squadra Olimpica cinese, per Pechino 2022.

L'anno scorso, in questo periodo, il giocatore russo di hockey su ghiaccio, Alexander Ovechkin ha portato il figlio di tre anni, Sergei, in pista per vedere se avesse la stessa attitudine per lo sport. Ovechkin senior è tre volte Campione del mondo e tre volte Olimpico, ma è improbabile che Ovechkin junior sia migliorato talmente tanto nell'ultimo anno da rientrare nella squadra Olimpica di Pechino 2022, con i suoi quattro anni. Anche il secondo figlio, Ilya, nato a maggio 2020, non dovrà aspettare molto prima che i suoi stivaletti diventino dei pattini.

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