Giornata internazionale della donna 2022 – Le Olimpioniche guidano la lotta per la sostenibilità

Dalla calciatrice Wendie Renard alla campionessa Olimpica di vela Hannah Mills: scopri le donne che sfruttano il potere dello sport per coinvolgere le loro comunità e le persone in tutto il mondo in difesa del clima e dell'ambiente.

di Chloe Merrell

La lotta per il futuro del nostro pianeta coinvolge tutti, compresi gli Olimpionici.

Proprio come la gente comune, gli atleti d'élite, attraverso i loro vari sport e discipline, si trovano in prima linea nello sperimentare l'impatto del cambiamento climatico e vogliono fare qualcosa al riguardo.

Sfruttando il palcoscenico offerto dai Giochi Olimpici, le principali stelle dello sport ne parlano sempre di più e fanno la loro parte per garantire che si possa realizzare un cambiamento nell'ambito della crisi climatica.

In linea con il tema di quest'anno per la Giornata Internazionale della Donna - "l'uguaglianza di genere oggi per un domani sostenibile", Olympics.com punta i riflettori sulle Olimpioniche che danno l'esempio per cambiare in meglio il loro mondo e le nostre abitudini.

Dall'Oceano Pacifico che circonda le Samoa americane ai campi della Divisione 1 femminile francese, conosci le donne che uniscono le forze dell'eccellenza sportiva e dell'azione per il clima, per preservare il mondo per le generazioni future.

Tilali Scanlan porta la bandiera delle Samoa americane con Tanumafili Malietoa Jungblut alla cerimonia di apertura di Tokyo 2020 
Foto di 2021 Getty Images

Tilali Scanlan - amante dell'oceano, attivista per il clima

Per la stella del nuoto di Tokyo 2020 Tilali Scanlan non c'è sensazione migliore di quella che prova quando è in acqua.

Nata e cresciuta a Vaitogi, nelle Samoa americane, la 22enne ha sempre sentito una stretta affinità con questo elemento. Ogni giorno, dopo aver frequentato la scuola a casa, la settima nata di otto figli sfidava le onde delle maree locali.

Rendendosi conto di avere un talento per lo sport, Scanlan ha radunato i suoi vicini per essere sponsorizzata e presto ha iniziato una carriera agonistica nel nuoto in rappresentanza delle Samoa americane che l'ha portata, recentemente, al più grande palcoscenico al mondo: i Giochi Olimpici.

Con l'avanzare della carriera, è cresciuta anche la sua passione per l'oceano e gli ecosistemi circostanti. Tra l'allenamento e l'incoraggiamento ai giovani samoani americani a nuotare, Scanlan ha conseguito una laurea in scienze marine/biologia presso l'Università del Pacifico del Sud alle Fiji.

I suoi studi hanno rivelato ciò di cui è sempre stata convinta: noi e la natura siamo interdipendenti.

Impegnata a ripristinare e mantenere l'ambiente che le ha fornito l'opportunità di viaggiare per il mondo e competere, Scanlan sta ora per intraprendere un programma di due anni per saperne di più sulle barriere coralline nel suo Paese natale.

È una delle sette persone selezionate per prendere parte al National Coral Reef Management Fellowship Program 2022-2024, una partnership tra il Nova Southeastern University’s Coral Reef Institute, il NOAA’S Coral Reef Conservation Program, l'US Department of Interior Office of Insular Affairs e l'US Coral Reef All Islands Committee.

Scanlan lavorerà con il Coral Reef Advisory Group e le agenzie partner come Fellow nelle Samoa americane per condurre esperimenti di ripristino dei coralli. Si concentrerà anche sulla sensibilizzazione della comunità sulle migliori tecniche e pratiche per garantire il successo degli sforzi di ripristino dei coralli.

Wendie Renard - calciatrice formidabile, attivista per il clima

La calciatrice francese e due volte Olimpionica Wendie Renard sta usando la sua voce per una campagna d'azione a difesa del clima.

Ammettendo apertamente che fino ad oggi la 31enne non è stata "irreprensibile" nella lotta per la sostenibilità, ora la sette volte vincitrice della UEFA Women's Champions League con l'Olympique Lyonnais è pronta a cambiare.

Proprio di recente Renard è apparsa in prima linea in una campagna con il World Wide Fund for Nature (WWF) francese per attirare l'attenzione sulla difficile situazione della biodiversità mondiale di fronte al cambiamento climatico.

A riguardo, la calciatrice condivide:

“Ho vinto partite in carriera, ma oggi la vittoria più grande che vorrei ottenere è quella contro la scomparsa della natura".

“Come atleti, artisti e cittadini, abbiamo tutti bisogno dell'aria, dell'acqua e del cibo che ci fornisce. Per non diventare l'ultima calciatrice a poter ancora segnare gol, ho deciso di impegnarmi a favore della natura".

“Non sono irreprensibile – tutt'altro – ma voglio migliorarmi cambiando le mie abitudini. Invito tutti a fare lo stesso, così come chi prende le decisioni per noi”, aggiunge.

"C'è ancora tempo per invertire la tendenza".

Wendie Renard festeggia il gol della Francia nei quarti di finale dei Giochi Olimpici di Londra 2012
Foto di 2012 Getty Images

Accanto ad altri titani dello sport francese, tra cui la medaglia d'oro nella pallamano a Tokyo 2020 Nikola Karabatic e lo snowboarder in gara a Torino 2006 Mathieu Crepel, Renard chiede alle persone di firmare un manifesto per il cambiamento intitolato "Pas le dernier" (che significa: non l'ultimo).

Il manifesto è una 'chiamata alle armi' e una sfida a fare il lavoro per le generazioni future. Si legge:

“Siamo la prima generazione a subire le conseguenze del degrado ambientale e l'ultima a poter invertire la tendenza. Non vogliamo assistere alla scomparsa degli ultimi elefanti, tigri, balene e altre specie. Non vogliamo che le ultime foreste vadano in cenere, gli ultimi ghiacciai si sciolgano o che gli oceani muoiano".

“Non vogliamo essere gli ultimi artisti e gli ultimi atleti a poterci esprimere, praticare, vivere in un ambiente salubre da cui attingiamo acqua, ossigeno e cibo che sono essenziali per la nostra vita".

“Non vogliamo essere gli ultimi a impegnarsi per fermare la distruzione della natura. Non vogliamo essere gli ultimi ad agire. E tu?"

Raddoppiando i suoi sforzi per diventare una vera ambasciatrice del cambiamento, Renard è anche all'avanguardia nel suo club, il Lione.

È una delle sei giocatrici, come la britannica Lucy Bronze - che però ha successivamente lasciatoil club -, che guida le squadre femminili e maschili a diventare individualmente più responsabili delle loro azioni ambientali.

La capitana Wendie Renard dell'Olympique Lyonnais esulta dopo il trionfo della sua squadra nella UEFA Women's Champions League 2020
Foto di Alvaro Barrientos

Hannah Mills - abile nella vela, distruttrice di plastica

Per diventare la velista di maggior successo nella storia delle Olimpiadi devi essere inflessibile, e la velista britannica Hannah Mills è sempre stata esattamente questo.

Dalla sua prima medaglia d'argento ai Giochi di casa di Londra al suo secondo oro all'Enoshima Yacht Harbor a Tokyo 2020 con Eilidh McIntyre, la gallese ora non più in attività è sempre stata implacabile nella sua ricerca dell'eccellenza.

Ora sta concentrando le sue forze per salvare l'ambiente.

Come Scanlan, lo sport di Mills richiede che sia tutt'uno con la natura, ed è grazie a questa relazione che ha sviluppato nel corso della sua vita che ora sta facendo del suo meglio per salvarla.

"Ogni singola spiaggia e porto in cui ho navigato sono disseminati di plastica", ha detto l'anno scorso al Comitato Olimpico Internazionale (CIO).

“Questo mi ha aperto la porta al mondo della sostenibilità. Voglio usare il mio background sportivo, le mie conoscenze e il mio profilo per aumentare la consapevolezza, cambiare il comportamento e influenzare gli altri sulle questioni ambientali".

“Il sogno Olimpico consiste nel fare del tuo meglio – e questo non significa solo gareggiare o vincere medaglie; significa essere un buon cittadino del mondo” – Hannah Mills a Olympics.com

Quando l'anno scorso i riflettori sono stati puntati sui leader mondiali al summit COP26 a Glasgow, in Scozia, Mills ha colto l'attimo.

Con l'aiuto del CIO e della collega olimpionica Melissa Wilson, ha riunito più di 50 Olimpionici e atleti Paralimpici di alto profilo per prestare la loro voce a sostegno dell'azione per il clima.

Dalla stella keniota della maratona Eliud Kipchoge all'asso britannico del tennis Andy Murray, il potere delle stelle dello sport si è fatto sentire.

Hanno chiamato la COP26 – considerata una delle più importanti conferenze sui cambiamenti climatici mai tenute data la situazione globale in cui si trovano – le "Olimpiadi dei vertici sul clima" e hanno esortato i leader mondiali a fornire le loro prestazioni come hanno fatto partecipando ai Giochi di Tokyo Giochi.

Anche prima della COP26, Mills aveva preso di mira la plastica nella sua agenda.

Già nel 2019, la due volte campionessa Olimpica ha lanciato il Big Plastic Pledge, che mira a eliminare completamente la plastica monouso dallo sport. Dall'uso di bottiglie d'acqua ricaricabili al rifiuto degli imballaggi di plastica, la campagna promuove tutti i modi per aiutare a porre fine alla nostra dipendenza dal materiale.

Un anno dopo, lei e il vogatore norvegese Martin Helseth sono stati scelti come Ambasciatori del Patto europeo per il Clima per aiutare a informare, ispirare e sostenere l'azione per il clima all'interno della comunità sportiva.

Ha detto al CIO a quel tempo:

“Credo che sia responsabilità di ogni persona fare il possibile per aiutare ad affrontare il cambiamento climatico, perché questo problema globale riguarda ognuno di noi".

“Lo sport ha un ruolo enorme da svolgere. Ci sono diverse ragioni, inclusa la portata degli eventi sportivi globali e il fatto che lo sport è un 'innovatore', che supera sempre i confini. Se possiamo usare il suo potere per aiutare più persone a comprendere il cambiamento climatico e le soluzioni disponibili per affrontarlo, allora possiamo davvero fare la differenza”.

La britannica Hannah Mills festeggia la sua medaglia d'oro dopo la 470 class femminile a Tokyo 2020
Foto di 2021 Getty Images

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