Giochi Olimpici di Parigi 2024

Gianmarco Tamberi: "Penso a Parigi tutti i giorni. Ho la casa piena di Torri Eiffel"

Di Benedetto Giardina
7 min|
Gianmarco Tamberi - Campionati europei 2024 - Roma - Medaglia d'oro

Foto di 2024 Getty Images

Quando ha detto di voler andare all in su Parigi 2024, forse non tutti avevano capito il livello di ossessione raggiunto da Gianmarco Tamberi.

Lo sport c’entra, sì, ma fino a un certo punto. Perché l’ossessione di un secondo oro Olimpico, dopo il trionfo di Tokyo 2020, ha letteralmente stravolto tutto, in positivo.

“Penso a Parigi tutti i giorni”, ha raccontato il capitano dell’Italia di atletica poco dopo aver conquistato il terzo titolo Europeo nel salto in alto. “Ho la casa piena di Torri Eiffel” e fidatevi, non scherza.

Perché l’obiettivo non è solo quello di stupire ancora, di marchiare il proprio nome a fuoco nella storia dell’atletica: è la fame di vincere, di battere gli altri e soprattutto sé stesso, ad essere più forte persino di quella di infrangere un record. Talmente forte da fargli vedere la capitale francese ovunque.

Lì dove porterà, insieme ad Arianna Errigo, la bandiera dell’Italia nella Cerimonia di Apertura dei Giochi Olimpici.

Lì dove vuole essere, per l’ennesima volta, il Gimbo Tamberi che lascia tutti a bocca aperta.

Gianmarco Tamberi, da Roma a Parigi 2024: “Fatico a festeggiare, sono concentrato sui Giochi Olimpici”

Agli Europei di atletica 2024, Gianmarco Tamberi ha fatto il proprio esordio stagionale, perfettamente nel suo stile.

In pochi minuti è passato dal rischio di un’eliminazione a 2.29m (misura centrata al terzo salto) al trionfo assoluto, saltando prima a 2.34m - dopo aver mancato due volte i 2.33m - e poi a 2.37m.

“Non potevo esimermi dal fare un grande risultato, visto quello che stanno facendo i miei ragazzi”, è quanto ha detto in una diretta su Instagram subito dopo la gara. “Mi hanno messo pressione, qui se non fai il record dei campionati sembra che non sia nessuno. Vinci l’oro eh, ma già ne hanno vinti nove...”.

Nemmeno riconfermarsi sul tetto d’Europa davanti ai propri tifosi, in un Olimpico tutto per lui, lo distrae dall’unico obiettivo stagionale.

“Faccio fatica ad andare a festeggiare perché sono veramente troppo concentrato su Parigi. So quanto ho lavorato per quello e so quanto questo fosse un passaggio importante. La gara è andata benissimo, come speravo, perché il mio obiettivo era saltare 2.37m, anche se non l’ho detto prima. So di stare benissimo, la preparazione è andata come non andava veramente da anni”.

E alla fine, prevale anche l’emozione di avere una intera curva dello stadio ai suoi piedi: “È stata pazzesca. Quando ho alzato la testa ho visto la curva sud che era piena così, ho detto mamma mia, sono venuti qui per me”.

Dall’infortunio prima di Rio 2016 al Grande Slam del salto in alto

Per comprendere appieno l’ossessione di Tamberi per Parigi 2024, bisogna fare un lungo rewind di otto anni: gesso alla caviglia e Rio 2016 vissuta in tribuna, per l’infortunio che lo ha escluso a poche settimane dalle gare.

Se gli avessero detto allora che otto anni dopo sarebbe andato ai Giochi da oro Olimpico, Campione del mondo in carica e da tre volte oro Europeo?

“La situazione non era così ottimistica dopo l'infortunio – ammette Tamberi – anzi, tutt'altro. Mi si diceva, speriamo che tornerai a saltare e cerca di non pensarci...”.

Invece in otto anni è cambiato tutto. Ha completato una sorta di Grande Slam del salto in alto e a Parigi sarà uno dei due portabandiera dell’Italia. Nella giornata di giovedì riceverà la bandiera italiana dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che ha assistito di persona alla sua finale agli Europei di Roma.

“Era entusiasta. Sicuramente ha avuto un po' di brividi di freddo a 2.29m. Però penso che le gare siano più belle così, no, dare un po' di suspence. L’ho ringraziato per essere presente, significa tanto averlo qui con tutti gli impegni che ha, per tutta la gara... insomma, il salto in alto non è come i 100 metri”.

“È stato lì presente fino al momento in cui non sono andato a salutarlo e lo ringrazio davvero con tutto il cuore – prosegue – mi onora in una maniera unica questa cosa”.

Le gag di Tamberi tra shock e festeggiamenti: “Ogni tanto ho strane idee...” · Atletica

Lo switch tra il Tamberi in trance agonistica e il Tamberi per così dire istituzionale, ormai, non fa neanche più notizia. Così come la sua halfshave, la barba lasciata a metà che è diventata il suo tratto distintivo nelle finali che più contano.

Eppure, Gimbo fa fede al suo soprannome, che deriva Jimmy Connors, confermandosi istrionico e imprevedibile, proprio come il tennista statunitense.

A Roma s’è inventato la gag delle molle, col pubblico sotto shock per un paio di secondi, temendo che si stesse togliendo la scarpa per un infortunio.

“Non lo sapeva nessuno. Neanche Andrea, il mio fisioterapista. Neanche Chiara (la moglie, ndr). Non vedo l’ora di vedere il video. Sono contentissimo, ma quant’è divertente questa cosa?”.

In un modo o nell’altro, riesce sempre a lasciare a bocca aperta gli spettatori. Prima della gara, durante e dopo. Dall’ingresso in pista all’inchino in tribuna, dall’ansia per quell’asta tremante fino al bagno di folla per la gloria, le scene che accompagnano i trionfi di Tamberi sono sempre uniche.

E chissà che per Parigi non si presenti con un’altra idea delle sue: “Non lo so, magari con niente. Io quello che punto a fare è saltare alto, poi ogni tanto mi viene qualche strana idea e dico beh, io la metto lì, poi se salto alto faccio anche un gioco per rendere un po' più simpatica la gara”.

L’ossessione di Tamberi per Parigi: la Torre Eiffel, il record del mondo e l’ultima Olimpiade in carriera

È appunto questo che spinge Tamberi, anche in vista di Parigi 2024. Vincere e divertire sempre, vincere ancora e divertire di più.

Ma Parigi, ripete nuovamente, è un’ossessione. “Ho la casa piena di Torri Eiffel. Chiara non è d'accordo su questo, ma ce ne saranno tipo sette o otto. Io compro magari la Torre Eiffel da costruire e la metto lì, poi ne compro una con la lampadina e la metto lì, poi il quadro con la Torre Eiffel… tutto con la Torre Eiffel, tutto con Parigi. Adesso volevo comprarne una grande, però lei non vuole. Dobbiamo convincerla. Scherzi a parte, si vede che sono carico per Parigi?”.

Sì che si vede. È ovvio che la crocetta sia segnata lì, sul calendario: 10 agosto, giorno della finale Olimpica di salto in alto maschile.

“Sogno solo di vincere, la cosa che mi piace di più fare è vincere. Non mi stuzzica fare un record. Io sono ossessionato da vincere le Olimpiadi, ossessionato in maniera positiva. Sono fortunato ad avere questo talento, ad averlo scoperto e poterlo cavalcare. Quindi voglio approfittare il più possibile di quello che mi è stato dato. Per carità, mi piace pensare al record, però non riesco ad allenarmi con l'ossessione di fare 2.45m. Io voglio vincere”.

Vuole farlo per la seconda volta di fila, cosa mai avvenuta prima ai Giochi Olimpici. Vuole farlo per regalarsi un ultimo spettacolo degno di Gianmrco Tamberi.

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