Breaking News: il coach giapponese Ishikawa Katsuyuki racconta come il breaking sia anzitutto una questione di comunità

L'allenatore giapponese di breaking Ishikawa Katsuyuki ha contribuito enormemente alla crescita della break dance nel suo paese. Con Olympics.com ha parlato dei legami che si formano in tutto il mondo grazie al suo sport.

di Chiaki Nishimura

Quasi 25 anni fa, uno studente giapponese iniziò a ballare, ispirato e affascinato dalla musica e dai movimenti di Michael Jackson.

Ishikawa Katsuyuki, meglio conosciuto come bboy Katsu One, ha iniziato a ballare sul serio quando frequentava l'università. Durante le vacanze si recava negli Stati Uniti e in Australia per assistere alle gare di breaking e, nonostante i genitori fossero preoccupati per il suo futuro, anche dopo la laurea decise di continuare a ballare. Nell’anno successivo al termine degli studi universitari, Katsu One ha vinto una competizione in Nuova Zelanda e il suo nome è balzato sulle pagine della stampa locale, un primo tassello perchè la famiglia cominciasse a cambiare idea sulla sua arte...

Da allora è entrato in contatto con centinaia di breaker in tutto il mondo e oggi fa il giudice in molte competizioni. Nel 2021 ha presieduto i Campionati Mondiali WDSF di breaking.

Quando era solo uno studente, Ishikawa non avrebbe potuto mai immaginare come sarebbe stata la sua vita oggi: "E non solo riguardo al mio futuro: io non avrei mai immaginato che il breaking sarebbe diventato quello che è oggi", ha dichiarato. 

Tutto è iniziato ai Giochi Olimpici Giovanili di Buenos Aires 2018, dove il breaking ha fatto il suo debutto sulla scena mondiale. Ishikawa ha partecipato come allenatore della squadra giapponese che ha concluso i Giochi con tre medaglie, due ori e un bronzo. 

Due anni dopo è stato annunciato che il breaking avrebbe fatto parte del programma Olimpico di Parigi 2024

Ishikawa ha parlato con Olympics.com della bellezza del breaking e del contributo di questo sport alla cultura moderna.

Lo sviluppo della scena giapponese del breaking 

Vero e proprio testimone dell'ascesa della scena del breaking in diversi paesi, Ishikawa ha individuato quello che secondo lui è stato il fattore essenziale per lo sviluppo di questo sport. 

"Se in un paese si è creato un 'albero dell'hip-hop', il livello del breaking diventa più alto", ha detto. 

Il termine "albero dell'hip-hop" si riferisce a una struttura con cui la vecchia generazione trasmette le proprie conoscenze e la cultura del breaking alla generazione più giovane. 

Ishikawa vede questi alberi crescere in Giappone, come è successo negli Stati Uniti e in Europa. 

"I giovani breaker rispettano i più anziani. Organizzano workshop e chiedono alla generazione precedente di parlare delle loro esperienze e della storia del breaking". 

"Apprezzano il vecchio ma innovano anche, cosa che ritengo molto importante per far sì che la scena continui a svilupparsi", ha continuato Ishikawa. 

Ishikawa è ora a capo della divisione breaking della Japan Dance Sport Federation e organizza eventi e workshop durante tutto l'anno.

In Giappone è cambiato anche il modo in cui i genitori pensano al breaking. Ora sono più aperti alle opportunità che il breaking professionale può offrire. Per quanto riguarda le scelte di carriera, il successo di sport come lo skateboard, lo snowboard e il breaking, che ha visto l'incoronazione di due campioni mondiali negli ultimi due anni, dimostra che è possibile guadagnarsi da vivere con queste attività un tempo marginali. 

"Ho quarant'anni e le persone della mia età hanno figli. Ho l'impressione che sempre meno genitori abbiano la mentalità del 'non si possono fare soldi con il breaking' e che più genitori vogliano che i loro figli facciano cose interessanti". 

"In effetti, molti dei migliori breaker del mondo hanno genitori che li supportano", ha detto Ishikawa.

Il breaking che fa comunità 

Ishikawa è entrato nella scena del breaking 25 anni fa e adesso la break dance è diventata una parte importante della sua vita. 

"Puoi esprimerti come vuoi", ci tiene a precisare, "È accettato ed è l'aspetto unico dell'arte. Puoi essere libero". 

È una cultura che si fonda sul rispetto di tutte le persone. 

"Se hai una qualche disabilità, va bene. Se hai un fisico più pesante, va bene. Se hai un corpo estremamente flessibile e puoi usarlo come vuoi, e anche questo va bene. Tutto va bene... quello che si può pensare come un limite diventa qualcosa di speciale nel mondo della break dance. 

"Tutti sono accettati e questo va bene. Il breaking ti dà la possibilità di giocare ad armi pari".

I breaker spesso si provocano a vicenda durante le battle, ma questa dinamica si trasforma mai in scontri fisici? 

"È abbastanza raro, ma a volte succede", ha detto Ishikawa. "Si scaldano gli animi e all'improvviso si scatenano. Ma anche se succede le persone che stanno là li cercano di calmare e far rientrare la situazione”. 

“È una regola assoluta che non ci si può toccare". 

"Le battle che avvengono al di fuori delle competizioni sono forse le più interessanti. Dopo aver comunicato con gli altri attraverso la propria danza, spesso ci accorgiamo, a distanza di anni, di avere un legame l'uno con l'altro. Ci dimentichiamo di essere stati avversari e a volte ci ritroviamo a fare coppia". 

"Questo è anche un aspetto sorprendente della cultura del breaking. Se balli fai amicizia facilmente. Se vado ad allenarmi in un altro Paese, incontro breaker che spesso mi invitano a casa loro, raramente prenoto un albergo quando vado in vacanza all'estero. È così che si formano le comunità del breaking in tutto il mondo.” 

"Anche questo è un aspetto sorprendente della cultura breaker: se si balla, si fanno facilmente amicizie. Se vado ad allenarmi in un altro Paese incontro dei breaker che spesso mi invitano a casa loro, quindi raramente prenoto un albergo quando vado in vacanza all'estero. È così che si formano le comunità di breaker in tutto il mondo. 

Tutto questo ha senso se si considerano le origini del breaking. 

Il breaking si è sviluppato a New York nei quartieri del South Bronx - prevalentemente poveri - all'inizio degli anni Settanta. Serviva come alternativa alla violenza fisica e aveva un ruolo importante nella risoluzione delle controversie. Poi è diventata una cultura che si è diffusa in tutto il mondo, creando crew con forti legami in diverse parti del globo. 

"Sarebbe bello vedere più persone impegnate nel breaking grazie ai Giochi Olimpici o all'esposizione mediatica che ne deriverà. Spero che, da lì, i nostri valori si diffondano e che più persone si rendano conto che il breaking è fantastico".

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