Armin Zöggeler: il cannibale azzurro dello slittino

Con 6 medaglie Olimpiche consecutive conquistate in altrettante edizioni dei Giochi Olimpici Invernali (record assoluto), Armin Zöggeler è una leggenda dello sport italiano e internazionale. Oggi è il direttore tecnico della nazionale azzurra di slittino, dove allena, tra gli altri, la giovane figlia Nina e la nipote Sandra Robatscher.

di Luca Lovelli
Foto di © 2006 / Comité International Olympique (CIO) / JUILLIART, Richard

"Io sono semplicemente... Armin. Mi rigenero a casa, accudendo i cavalli del maso di mio padre e restando in famiglia. A Lana, in Alto Adige, non sono né il campione Olimpico né una star dello sport. Sono me stesso". Armin Zöggeler, Corriere della Sera, 2014.

L'uomo dei record

Unico atleta nella storia delle Olimpiadi capace di conquistare 6 medaglie in altrettante partecipazioni ai Giochi. Basterebbe questo per descrivere la grandezza di una leggenda come Armin Zöggeler, che tra l'edizione Olimpica di Lillehammer 1994 e quella di Sochi 2014 è sempre andato a podio nella prova individuale di slittino. Nel mezzo, due ori consecutivi alle Olimpiadi Invernali di Salt Lake City 2002 e di Torino 2006. A Sochi, chiude la carriera a cinque cerchi da portabandiera della spedizione italiana.

"Non ho mai esultato come qui a Sochi. Ogni Olimpiade è un po’ speciale ma questa, forse, lo è più delle altre", ha dichiarato al Corriere della Sera dopo l'ultimo bronzo Olimpico della carriera.

Ad arricchire ulteriormente un palmarès invidiabile ci sono anche 16 medaglie ai Mondiali (di cui 6 d'oro), 18 podi agli Europei (di cui 4 d'oro) e 10 Coppe del Mondo generali nel singolo (record condiviso con l'austriaco Markus Prock).

Tra gli Olimpionici tricolori, Zöggeler fa parte della ristretta cerchia di chi ha partecipato a 6 eventi a cinque cerchi. Insieme a lui i "colleghi" di slitta Wilfried Huber e Gerda Weissensteiner, oltre che Andrea Benelli (tiro a volo) e Ilario Di Buò (tiro con l'arco). Davanti a loro, a quota 8, ci sono la canoista Josefa Idem e i due fratelli Raimondo e Piero d'Inzeo, leggende dell'equitazione. Sono invece 7 le partecipazioni per il tiratore Giovanni Pellielo.

Solamente altri 8 atleti italiani hanno conquistato più medaglie Olimpiche di lui da Atene 1896 a oggi.

Nel 2019 è entrato a far parte della Hall of Fame della disciplina.

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Armin Zoggeler ai Giochi Olimpici invernali di Salt Lake City 2002
Foto di © 2002 / Getty Images News and Sport / BAHR, Brian

Gli inizi di carriera e un destino già scritto

Armin nasce il 4 gennaio 1974 a Merano, in Alto Adige. Abita a Foiana, una frazione del comune di Lana, roccaforte dello slittino su pista naturale. Un mezzo che usa anche per andare a scuola, quando dal maso di famiglia partiva percorrendo le strade ghiacciate del suo piccolo paese per raggiungere la destinazione.

Un destino scritto nel sangue, anche se l'idea di lanciarsi a oltre 100 km orari in un budello ghiacciato artificiale inizialmente lo spaventava un po', come ha avuto modo di raccontare nella sua autobiografia "Ghiaccio, acciaio, anima" pubblicata dal giornalista Simone Battaggia.

Decisivo in questo senso è Severin Unterholzner, suo allenatore di quando era un ragazzino, che riconosce da subito le sue potenzialità convincendolo a passare alla pista artificiale. È l'inizio di una carriera irripetibile, iniziata ufficialmente con la vittoria della Coppa del Mondo generale juniores del 1990. Una categoria nella quale il Carabiniere altoatesino avrebbe poi messo in bacheca pure due ori e un argento iridati.

Armin Zoeggeler - Portabandiera Sochi 2014
Foto di 2014 Getty Images

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Il primo oro a Salt Lake City 2002, la consacrazione a Torino 2006

Con 37 podi centrati nella sua storia, è la Germania la nazione regina dello slittino. Un'egemonia che ai Giochi americani di Salt Lake City 2002 era apparsa ancora più evidente, con una tripletta tutta teutonica nel singolo femminile e la vittoria nel doppio. A guastare la festa dei tedeschi, però, ci ha pensato il Campione azzurro, capace di conquistare il primo oro a cinque cerchi della carriera lasciandosi alle spalle l'eterno rivale Georg Hackl (GER) e l'austriaco Markus Prock.

La consacrazione definitiva avvenne 4 anni più tardi, sulla pista piemontese di Cesana costruita apposta per i Giochi Invernali del 2006. La pressione era tanta, ma Zöggeler la gestì al meglio. Nella prova del singolo mise dietro di sé Albert Demchenko (ROC) e il lettone Martins Rubenis. Un trionfo quasi annunciato, di fronte a un pubblico festante che si innamorò definitivamente della stella azzurra dallo sguardo di ghiaccio.

Una pista che gli avrebbe poi regalato anche il titolo mondiale 5 anni più tardi, arrivando davanti a 3 atleti tedeschi tra cui Felix Loch, all'epoca argento.

"La Cerimonia di apertura di Sochi l'ho rivista a casa con la famiglia ed è stato molto emozionante anche se il momento più bello della carriera rimangono le Olimpiadi di Torino 2006", ha dichiarato Armin a NeveItalia nel 2014.

Armin Zoeggeler - Torino 2006

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Dopo il ritiro: la direzione tecnica della nazionale azzurra

A pochi mesi di distanza dai Giochi di Sochi 2014, Armin annuncia il suo ritiro dall'attività agonistica. Non si tratta però di un addio al mondo dello slittino. Da allora, il fenomeno azzurro è direttore tecnico della nazionale italiana. Quelle di PyeongChang 2018 sono state le sue prime Olimpiadi Invernali vissute dall'altra parte della barricata. Un'edizione nella quale non arrivarono medaglie per l'Italia, con Dominik Fischnaller che si fermò a due soli millesimi dal podio nel singolo maschile.

L'obiettivo è quello di far meglio alle ormai vicine Olimpiadi Invernali di Beijing 2022.

Slittino: un affare di famiglia

Quella per lo slittino è una passione che passa di generazione in generazione. Nel 2017, la figlia Nina Zöggeler, a soli 16 anni, si qualificò per la sua prima gara di Coppa del Mondo. La nipote, Sandra Robatscher, è Campionessa del Mondo juniores 2013 ed è stata la prima slittinista azzurra a vincere una tappa di Coppa del Mondo. Un traguardo prestigioso conquistato il 3 febbraio 2019 sulla pista tedesca di Altenberg.

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